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Giannina Reverberi: «Per trattenere le persone è necessario un coinvolgimento costante»

di Annarita Cacciamani
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Intervista alla HR manager di Annovi Reverberi, azienda leader nel settore delle pompe a membrana per l’agricoltura, pompe a pistoni per l’industria e idropulitrici. «I giovani che si affacciano oggi nel mondo del lavoro hanno necessità diverse rispetto al passato, e una concezione dell’equilibrio vita-lavoro differente».

«Andando avanti sarà sempre più necessario valorizzare le esigenze, anche e soprattutto extra lavorative, delle persone». Giannina Reverberi si occupa di risorse umane all’interno di Annovi Reverberi, azienda emiliana che produce pompe a membrana per l’agricoltura, pompe a pistoni per l’industria e idropulitrici. Secondo lei, per le aziende sarà fondamentale mettere al centro la persona e le sue esigenze, come per esempio la conciliazione dei tempi vita lavoro. L’azienda oggi conta 7 stabilimenti produttivi in Italia, Cina e Stati Uniti con circa 600 dipendenti.

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Giannina, ci può raccontare brevemente qual è il core business di Annovi Reverberi?

Annovi Reverberi è nata ormai 65 anni fa progettando, costruendo e commercializzando pompe a membrana per utilizzo agricolo. L’agricoltura è il settore con cui siamo nati e con cui ci siamo fatti conoscere in tutto il mondo, e per questo è parte integrante del nostro DNA. Oggi l’azienda è specializzata anche in altre due tipologie di prodotti, che non sono di secondaria importanza e che abbiamo fatto davvero “nostri” con tutti gli sforzi e gli investimenti necessari: pompe a pistoni per utilizzo industriale e idropulitrici, sia per il settore professionale che per quello hobbistico. Tutti e tre questi settori ci hanno regalato e continuano a regalarci grandi soddisfazioni.

Quali sono stati i passi chiave nel suo percorso – formativo e professionale – che l’hanno portata ad occuparsi di risorse umane in azienda?

Dopo la laurea in Giurisprudenza, che mi ha permesso di appassionarmi fin da subito al Diritto del Lavoro, ho fatto un Master sulla gestione delle Risorse Umane, ed è stata la conferma della mia passione per questo ambito. Il bello di lavorare con le persone è che non ti puoi mai annoiare, e in un certo senso è come se attraverso le persone con cui hai a che fare tutti i giorni per lavoro tu conosca un po’ anche te stessa. In azienda lavoro fianco a fianco con il direttore Risorse Umane di Annovi Reverberi, dal quale ho imparato tanto e con il quale c’è sempre un sano confronto su qualsiasi tema ci troviamo ad affrontare.

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photo: Rolando Paolo Guerzoni

A proposito: come sta affrontando la gestione dei talenti nella sua azienda? Cosa serve oggi per attrarre i talenti ed evitare che se ne vadano presto?

La gestione dei talenti è uno degli aspetti più delicati di questo lavoro. Non è difficile solo trattenerli ma, a volte, anche riconoscerli e farli emergere. Ci sono persone che saltano immediatamente all’occhio, ma ce ne sono altre che vanno capiti. Credo che per trattenere le persone chiave dell’azienda sia necessario in primis un costante coinvolgimento, in modo che si sentano sempre parte integrante dell’azienda, dei suoi successi ma anche dei problemi. In alcune occasioni abbiamo proposto percorsi formativi ad hoc (Master, Corsi di Formazione) per valorizzare persone strategiche, unitamente a patti di stabilità come strumenti di retention. Nel tempo abbiamo utilizzato come strumento di coinvolgimento anche la partecipazione a fiere o seminari, per poter approfondire tematiche di particolare interesse.

Come si affrontano l’inclusione e la diversità in ambito HR? Quali iniziative a suo avviso sono efficaci per promuovere l’inclusione sul luogo di lavoro?

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Abbiamo da poco adottato un codice etico nel quale affrontiamo e poniamo al centro degli obiettivi di Annovi Reverberi. Tra questi ci sono la tutela della diversità e l’inclusione. In questo modo ci siamo resi conto che, nonostante non avessimo mai formalizzato politiche in tal senso, alcune dinamiche sono insite nella natura di Annovi Reverberi. Nonostante la crescita avuta negli anni, infatti, rimane un’azienda realmente familiare in cui i rapporti con le persone, a qualsiasi livello esse siano, rimangono prioritari. In questo senso posso dire che l’inclusione sia qualcosa che ci viene naturale. Mio nonno Corrado Reverberi, fondatore dell’azienda, festeggiò i suoi 90 anni all’interno della produzione aziendale insieme a tutti i dipendenti. Forse può sembrare una banalità, ma credo, invece, che sia un episodio emblematico di cosa significhi per noi “includere”. Alla luce della grande attenzione che lui ha sempre avuto per le persone, in occasione della sua scomparsa avvenuta nel 2019, abbiamo istituito cinque borse di studio dedicate ai figli di tutti i dipendenti che abbiano conseguito nell’anno brillanti risultati scolastici/universitari.

Come vede il futuro delle risorse umane? Quali consigli ha per i giovani HR manager che stanno muovendo i primi passi nel settore?

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Credo che andando avanti sarà sempre più necessario valorizzare le esigenze, anche e soprattutto extra lavorative, delle persone. I giovani che si affacciano oggi nel mondo del lavoro hanno necessità diverse rispetto al passato, e una concezione dell’equilibrio vita-lavoro differente che le aziende avranno il dovere di affrontare. Nonostante per le aziende produttive come siamo noi certe tematiche focali – come lo smart working – siano di più difficile attuazione, stiamo cercando anche noi, sempre di più, di andare incontro alle esigenze delle persone con strumenti di flessibilità, quando possibile. Rientro a pieno titolo tra i giovani che stanno muovendo i primi passi nel settore, infatti lavoro in azienda da soli 5 anni. Non mi sento di poter dare consigli legati alla mia limitata esperienza: quello che mi sento di dire senza indugi, però, è che passione e curiosità sono gli ingredienti fondamentali. E, non ultima, tanta voglia di mettersi ogni giorno in discussione, perché c’è sempre da imparare dagli altri e non bisogna dimenticarlo.

 

Annarita Cacciamani

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