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Chiara Brughera: «Costruiamo il futuro delle donne nei settori Digital e Tech»

di Manuela Contino
Attraverso eventi di networking, corsi di formazione e programmi di mentorship, SheTech mira a rimuovere ostacoli culturali e pratici promuovendo una maggiore partecipazione femminile nelle discipline tecnico-scientifiche.

 

Sempre più in questi anni si parla di gender gap nelle materie STEM (cioè scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche) e di come favorire l’incisività delle donne in alcuni settori considerati “prettamente maschili”. SheTech è un’organizzazione che affronta questi temi attivamente, organizzando eventi e percorsi di formazione per donne che proprio nel mondo Tech e Digital desiderano proiettare e investire il loro futuro professionale. Favorendo dinamiche di networking, di confronto e di scambio, e attraverso programmi di mentorship, bootcamp di coding, corsi pratici su tematiche digital e soft, le attività di SheTech si pongono l’obiettivo di favorire l’empowerment femminile e la crescita lavorativa delle donne. Ce lo spiega Chiara Brughera, Managing Director dell’associazione, che ha l’obiettivo di superare stereotipi, ostacoli pratici e modelli culturali obsoleti, fino a oggi limitanti per il loro accesso nel settore.

Come è nato il progetto SheTech?

SheTech è un ente no profit che ha l’obiettivo di portare la parità di genere nei settori Digital e Tech in Italia, attraverso attività di networking, formazione e sensibilizzazione. Insieme a una community di oltre 1200 associat* (persone che lavorano, studiano o vogliono avvicinarsi ai settori digital e tech), aziende partner e altre realtà attive sul territorio, lavoriamo per rendere questi contesti sempre più inclusivi.

Oggi quale situazione si registra per l’occupazione delle donne nel settore Tech? Quali sono i limiti maggiori che riscontrate?

Il Global Gender Gap Report 2023 indica che ci vorranno 131 anni per colmare il divario di genere nel mondo, un divario che è sempre più alto nelle professioni che richiedono competenze Tech come nell’ingegneria e nell’ICT, e l’Italia è al 79esimo posto su 146 Paesi. Le donne sono sottorappresentate ancor prima di entrare nel mondo del lavoro. Basti pensare che quelle che studiano materie STEM a livello mondiale sono il 35%, in Europa il 32,7% e in Italia su 10 persone laureate in materie STEM, solo 4 sono donne. Inoltre, in Europa le donne rappresentano il 22% della forza lavoro totale nel mondo Tech. Si stima che se questa percentuale raddoppiasse fino al 45% (quasi 4 milioni di donne), il settore potrebbe avere un aumento di redditività compreso tra 260 e 600 miliardi di euro secondo lo studio del 2023 “Women in tech: The best bet to solve Europe’s talent shortage” di McKinsey . Negli ultimi anni sono stati fatti dei timidi passi in avanti, ma siamo ancora lontani dalla parità di genere nel mondo del lavoro e nel settore tech. Per ottenere risultati concreti è necessaria un’azione condivisa da parte di tutti i livelli della società civile (famiglie, scuole, università e imprese). Uno dei maggiori limiti che ancora riscontriamo, e motivo per cui il settore Tech è poco inclusivo, sono gli stereotipi e i bias culturali che fin dall’infanzia condizionano le nostre scelte sia in ambito scolastico che professionale. Ancora oggi, purtroppo, le materie STEM sono considerate “da maschi”.

Ci sono delle aziende (con le quali eventualmente collaborate) che stanno adottando misure specifiche per contribuire a ridurre il gender gap?

Sicuramente l’attenzione delle aziende a questi temi negli ultimi anni è cresciuta molto. Noi lavoriamo con molte aziende per agire in modo concreto, organizzando attività di role modeling, sensibilizzazione e formazione. Per i nostri partner, queste attività sono anche occasioni di employer branding e, in alcuni casi, di talent attraction. Per ridurre il gender gap all’interno delle loro realtà, stiamo sviluppando percorsi di formazione su tematiche come gli stereotipi di genere, il linguaggio consapevole e inclusivo, il mobbing e l’importanza per gli uomini di essere validi “alleati”.

Quali percorsi di studi e di formazione consigliereste a una giovane donna che intende trovare un’occupazione nel settore Tech?

Il settore offre tantissime opportunità di formazione tramite corsi e master, sia online che in presenza. È importante considerare quali sono le professioni più richieste dal mercato. Da una ricerca di Hunters Group, questi sono 5 dei ruoli più richiesti nel 2024: Net Developer, PHP Developer, Full Stack Web Developer, Cyber Security Specialist e Data Analyst. In generale, tutti i percorsi che oggi hanno a che fare con i dati e con l’intelligenza artificiale (AI) sono ottimi per cercare un’occupazione nel mondo Tech.

Quali sono le iniziative che SheTech organizza per rafforzare la community e raggiungere gli obiettivi di cambiamento positivo del mondo del lavoro?

La community è il cuore di SheTech. Organizziamo eventi di networking in presenza e abbiamo una piattaforma digitale per connettere i membri tra loro. È molto importante creare iniziative, sia online che offline, che permettano alle persone di connettersi e mettersi in gioco, per esempio tramite il nostro programma di mentorship. Per avvicinare sempre più donne al mondo della tecnologia, organizziamo bootcamp di coding e webinar su tematiche come machine learning, data science e AI. Offriamo anche corsi pratici su tematiche digital e soft, come leadership, negoziazione, public speaking, professional storytelling e personal branding. Un altro nostro obiettivo è eliminare gli stereotipi di genere e supportare più donne nella crescita lavorativa e personale, anche tramite attività di role modeling.

Dalla vostra esperienza e dal confronto costante con la community di professioniste donne, siete riuscite a trovare delle “chiavi di volta” che potrebbero rendere il settore maggiormente inclusivo in un prossimo futuro?

SheTech lavora da anni per rendere il settore tech più inclusivo. Crediamo che per portare sempre più donne a studiare queste materie e lavorare nel settore sia necessario:

1) incrementare le opportunità di networking e scambio tra persone del settore per favorire uno scambio di competenze ed esperienze;

2) moltiplicare i modelli e raccontare sempre più storie di role model che lavorano nel mondo Tech e STEM per ispirare le giovani donne a intraprendere studi o una carriera in questo ambito;

3) fare formazione in ottica di upskilling e reskilling, sia sulle competenze tecniche che su quelle trasversali, che possono supportare le donne nella loro crescita professionale e personale.

Manuela Contino

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