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Quanto conta la digital reputation oggi?

di Angelina Tortora
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La digital reputation dei candidati è sempre più importante per chi fa selezione HR. Circa il 44% dei selezionatori, infatti, scarta i candidati che non curano la loro immagine professionale sui social network.

 

Il concetto di “web reputation” è strettamente legato alla comunicazione nell’era digitale. Come affermava lo psichiatra e sociologo austriaco Paul Watzlawick, «è impossibile non comunicare». E questo vale anche nell’interazione virtuale. Il Censis ha definito tale fenomeno come «la nuova spina dorsale dell’intero sistema di comunicazione grazie alla diffusione e al successo dei social networks». 

Una curata presenza sul web, quindi, assume una notevole importanza anche nella ricerca di un lavoro. Anche secondo un recente rapporto di Adecco, i candidati che non hanno una buona reputazione sui social network hanno più difficoltà a essere assunti. È emerso che per il 72% di selezionatori i profili personali sono un vero e proprio specchio capace di riflettere una realtà più complessa rispetto a un cv statico e “cucito su misura”. Tanto che il 44% dei recruiter intervistati ha ammesso di scartare alcuni profili a causa del loro personal branding non professionale. Un esempio? Foto sconvenienti e tratti della personalità non conformi alla posizione richiesta.

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Photo: Freepik / rawpixel.com

Digital reputation: sono 8 gli aspetti da curare 

Nonostante LinkedIn e Facebook rimangano tra i social più utilizzati dai recruiter, è entrato tra gli strumenti utilizzati anche Instagram. È importante, quindi, costruire un’immagine coerente di sé online, mantenendo buone relazioni sociali e un profilo pubblico curato e aggiornato. Anche avere un profilo social non coerente con le informazioni inserite nel curriculum potrebbe penalizzare la ricerca del lavoro. Secondo l’indagine Adecco, sono 8 gli aspetti rilevanti nella valutazione di un candidato sui social media, ovvero: esperienza professionale; personalità che emerge dal profilo;  contenuti postati; commenti e referenze postati da altri; interessi personali e hobby; riconoscimenti e premi professionali; informazioni personali, ad esempio stato civile, età, città di residenza, ecc.; fotografie e contatti.

È quindi necessario essere proattivi e gestire attivamente la propria reputazione online, investendo tempo e risorse per costruire un profilo solido e positivo. La scelta di non avere alcuna presenza online può avere conseguenze negative, rendendoci non rintracciabili e impedendoci di reagire a eventuali attacchi alla nostra reputazione.

Angelina Tortora

Photo cover: Freepik 

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