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Fabio Marchionni: «Nel settore HR conoscere il digital marketing è vitale»

di Sara Tamburini
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Dall’inizio del 2024 è Head of HR in Belgio per Amplifon, società attiva nel settore degli apparecchi acustici. Fabio Marchionni rivela a HRHeroes gli approcci e le strategie che hanno definito e stanno definendo la sua carriera.

 

Mentre frequentava la laurea magistrale in Lettere Moderne, ha sentito l’urgenza di entrare nel mondo del lavoro, e quella delle Risorse Umane era una delle poche aree i cui annunci non escludevano a priori chi avesse una formazione umanistica. Per questo Fabio Marchionni ha raccolto maggiori informazioni e si è iscritto a un master in International HR Management che gli ha permesso di entrare in questo settore. 12 anni dopo, conferma che è stata un’ottima decisione, come ci spiega in questa intervista.

Come il mondo del digitale ha cambiato la ricerca del lavoro negli ultimi anni?

Recentemente la selezione ha visto un aumento degli sforzi delle aziende per promuoversi ed essere attrattive nei confronti dei candidati, che hanno potenzialmente infinite opzioni, mostrando chiaramente cosa le differenzia dai propri concorrenti. Per farlo si continua a sperimentare su tutti i canali, da LinkedIn a TikTok, con un HR che opera quasi come un dipartimento di digital marketing. Allo stesso tempo, il digitale ha reso le valutazioni sempre più accurate, grazie all’adozione di processi e assessment che offrono un’ottima esperienza per il candidato e, contemporaneamente, ottimizzano la valutazione dei profili ancor prima di svolgere il colloquio.

Cosa serve oggi per attrarre e soprattutto per trattenere i talenti?

Serve essere trasparenti, evitare di promuoversi per quello che non si è: i candidati apprezzano l’autenticità e, se non riscontrano quanto promesso in fase di selezione, non si fanno remore a lasciare l’azienda che li ha “ingannati”. Un’impresa che, come Amplifon, ha una cultura chiara, e che spesso è comunicata spontaneamente anche da ambasciatori interni, ha sicuramente più opportunità di attrarre (e trattenere) i talenti che sono in linea con i suoi valori.

In che modo la vostra azienda promuove il work-life balance?

La filosofia di winning workplace di Amplifon si basa sul garantire a tutti i nostri dipendenti condizioni di lavoro sane e inclusive, in termini di luoghi, strumenti e policy. Anche per questo, investiamo sul benessere psico-fisico delle nostre persone attraverso diverse iniziative, tra cui anche la flessibilità, oltre che con la nostra politica di benefit.

Interna Amplifon

Photo: Canva / 89Stocker

Quali iniziative attuate per promuovere l’inclusione sul luogo di lavoro?

Amplifon è un’azienda internazionale presente in 26 Paesi, con più di 100 nazionalità rappresentate nella nostra forza lavoro. Cerchiamo di garantire l’inclusione in tutti i suoi aspetti per favorire le nostre persone nel loro percorso di carriera ma anche per stimolare innovazione e creatività. Dal 2023 abbiamo costituito una governance globale per definire e monitorare l’applicazione di una strategia su diversità, equità, inclusione, appartenenza (DEIB) che ci aiuti a garantire le stesse politiche in tutte le aree geografiche e ci porti ad aumentare l’inclusione in tutte le aree chiave del business.

Un suggerimento chi si sta affacciando al mondo delle Risorse Umane?

È lo stesso suggerimento che ho ricevuto dal mio primo direttore: non aver paura di affrontare tutte le tematiche HR e, anzi, investire, soprattutto a inizio carriera, per approfondire tutti gli aspetti operativi delle aree soft (selezione, sviluppo, engagement) e hard (payroll, reward, amministrazione). Un profilo rotondo rende più efficaci in qualsiasi ruolo e fornisce maggiori opportunità di crescita verticale.

 

Sara Tamburini

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