Musica in fabbrica, palestra e mensa interna: Gianpaolo Ghilardotti, AD di Foodlab, spiega come l’azienda unisce welfare e sviluppo professionale per creare un ambiente di lavoro sereno e motivante.
Con sede a Polesine, sulle rive del fiume Po e nella Food Valley parmense, Foodlab è un’azienda specializzata nell’importazione, lavorazione e commercializzazione di salmone affumicato, marinato e aromatizzato e di altre tipologie di pesce. I suoi prodotti sono presenti nelle cucine dei ristoranti e, con il brand Fumara, nelle catene della grande distribuzione. La produzione è tendenzialmente just in time e, tarata solo sull’ordinato, non prevede lo stoccaggio di prodotto confezionato. A livello occupazionale, l’azienda oggi dà lavoro a circa 140 dipendenti, che salgono a oltre 250 nel periodo di massima attività. Gianpaolo Ghilardotti, founder e Amministratore delegato dell’azienda, spiega in questa intervista le iniziative messe in campo per garantire benessere e un luogo di lavoro sereno ai propri dipendenti.
Per quale prodotto è conosciuta Foodlab?
Foodlab è un’azienda che commercializza salmone in tante varianti: affumicato, al naturale, selvaggio, marinato, aromatizzato. In quantità minori, vengono lavorate anche altre tipologie di pesce come ad esempio il pesce spada, il tonno e il merluzzo. Proponiamo un prodotto inusuale per la nostra terra, perché siamo nel ‘regno’ del Parmigiano Reggiano e dei grandi salumi, tra cui il prosciutto di Parma e il culatello di Zibello, ma in oltre 20 anni di attività ci siamo ritagliati il nostro spazio con la nostra linea Fumara. Questa prende il nome dalla nebbia, in dialetto per l’appunto “fumära”, elemento naturale, che accompagna da sempre le terre solcate dal Po.

Gianpaolo Ghilardotti, Amministratore Delegato di Foodlab
Come gestite i processi di selezione del personale?
La nostra produzione ha una stagionalità molto forte. Il picco della lavorazione lo abbiamo a novembre e dicembre, quando la mole di lavoro praticamente raddoppia. Abbiamo, perciò, una forte necessità di lavoratori stagionali in quel periodo, da affiancare ai nostri collaboratori di lungo termine. Per gestire questo flusso abbiamo strutturato un ufficio risorse umane ad hoc: abbiamo una risorsa interna che si dedica quasi totalmente a colloqui e selezioni in modo tale da individuare personale valido e motivato. Dopo la selezione subentra la fase della formazione. Tutte le persone selezionate fanno 4 giorni di formazione interna all’azienda dove vengono affrontati temi e argomenti di vario tipo: dalla sicurezza alimentare, alla sicurezza sul lavoro, alle buone pratiche produttive. Così facendo, la persona scelta quando arriva in reparto conosce le caratteristiche del lavoro che dovrà affrontare e le regole comportamentali.
Siete un’azienda alimentare e dovete rispettare regole stringenti: come vengono formati i vostri operatori?
Non è solo un obbligo, è un impegno morale che ci prefiggiamo per garantire un prodotto non solo buono ma anche sano e salubre. Talvolta operiamo anche scelte più rigorose sull’igiene rispetto a quanto previsto dalla legge a riguardo perché il prodotto che immettiamo sul mercato deve essere assolutamente sicuro. Come detto, la formazione è molto importante e ognuno dei nostri lavoratori prima di entrare in azienda segue una formazione di 4 giorni a 360 gradi.
In che modo cercate di garantire il benessere sul luogo di lavoro?
La nostra è una fabbrica e noi siamo consci che l’operatività può risultare dura e ripetitiva. Proprio per questo cerchiamo di offrire un ambiente il più possibile sereno. Abbiamo cercato di andare oltre il welfare chiedendo ai dipendenti cosa avrebbero gradito sul lavoro. Abbiamo, quindi, messo la musica nello stabilimento, abbiamo aperto una lavanderia (per gli indumenti vanno infatti rispettate regole igienico sanitarie molto rigide), abbiamo aperto una palestra che propone vari corsi, abbiamo istituito una mensa interna con un valido cuoco. In futuro ci piacerebbe fare un accordo con il Comune per i servizi rivolti ai figli dei nostri dipendenti. Cerchiamo anche di turnare i dipendenti sulle varie mansioni sia per far diventare il lavoro meno ripetitivo, sia per migliorare le competenze di ognuno e arrivare al punto che in un singolo reparto una persona possa ricoprire più ruoli.
Una tecnologia come l’intelligenza artificiale come può impattare sulla gestione del personale e, più in generale, sul lavoro della vostra azienda?
È un tema su cui stiamo ragionando. Una delle aree critiche, per esempio, è quella dell’inserimento dati, a partire dalla gestione degli ordini. Qui l’intelligenza artificiale può darci davvero un grande supporto. Nel periodo di picco produttivo, questo lavoro richiede una persona dedicata per almeno mezza giornata. Altro ambito di riferimento è sicuramente quello delle Risorse Umane. Penso che l’intelligenza artificiale potrà essere molto utile come supporto nella gestione di ferie e permessi.
