L’indagine internazionale Cegos 2024 fornisce una panoramica delle sfide e opportunità affrontate dai dipartimenti HR in Europa e America Latina. Tra i temi trattati, l’integrazione dell’intelligenza artificiale: una questione strategica per 1 HR Director su 5. Ma quasi il 70% di loro non ne ha tenuto ancora conto nelle pratiche quotidiane.
Chi opera nei dipartimenti HR è riconosciuto come attore chiave nella promozione degli sviluppi tecnologici e sociali all’interno delle organizzazioni. Lo sostiene il Gruppo Cegos, attivo nel settore learning & development, che ha recentemente presentato i risultati della survey internazionale “Radiografia dei Dipartimenti HR 2024“, condotta in nove Paesi tra Europa e America Latina. La ricerca ha coinvolto 5.052 dipendenti e 554 responsabili HR di organizzazioni pubbliche e private, con almeno 50 dipendenti. L’obiettivo? Mettere in luce le principali sfide e trasformazioni che stanno ridisegnando il panorama delle risorse umane.
L’80% di chi ha risposto e attualmente dirige le Risorse Umane lavora nel settore da oltre tre anni, con il 32% che vanta più di dieci anni di esperienza. È ormai appurato che la funzione HR sia diventata più strategica grazie all’automazione e alla semplificazione delle procedure. Tuttavia, solo il 26% degli HR manager si vede come figura strategica, mentre i dipendenti li percepiscono maggiormente come gestori di processi (22%).
La partnership tra HR e management
Il 68% dei lavoratori intervistati, invece, ritiene che i dipartimenti HR debbano sostenere lo sviluppo tecnologico, come l’integrazione dell’intelligenza artificiale (AI) e la digitalizzazione delle proprie funzioni. Inoltre, l’81% vede un ruolo attivo dei dipartimenti HR nella promozione di politiche sociali inclusive, come l’uguaglianza di genere e la lotta alla discriminazione. Le principali preoccupazioni di chi guida i dipartimenti HR riguardano la qualità della vita sul posto di lavoro (60%), lo sviluppo delle competenze professionali (55%) e le questioni legate alla diversità e all’inclusione (54%). Inoltre, nonostante venga riconosciuta l’importanza dell’AI, quasi il 70% dei responsabili HR non ha ancora integrato questa tecnologia nelle proprie pratiche.
La maggiore attrattiva per chi gestisce le risorse umane è il supporto allo sviluppo delle competenze dei dipendenti (56%), una delle maggiori fonti di soddisfazione professionale. Inoltre 8 persone su 10 tra chi dirige i dipartimenti HR riconosce il ruolo cruciale del management nella gestione delle risorse. Questa collaborazione è vista positivamente anche dai dipendenti, sebbene in misura minore (67%).

Alessandro Reati, HR Business Practice Leader Cegos Italia
Sfide in un ambiente complesso
Alessandro Reati, HR Business Practice di Cegos Italia, ha affermato a corredo dello studio: «Negli ultimi anni i reparti HR non hanno avuto un attimo di tregua. Dopo la crisi sanitaria che li ha portati a gestire il telelavoro e il lavoro ibrido, hanno dovuto affrontare le emergenti sfide tecnologiche (come l’AI) e le nuove sfide sociali (l’ascesa della corporate social responsibility, o l’attenzione alla diversità e all’inclusione per fare alcuni esempi). Tutti questi sviluppi hanno anche un impatto sulle competenze. I responsabili HR quindi sono stati spinti a diventare attori chiave nella trasformazione strategica della loro organizzazione. E ora devono affermare questa posizione».
Chi guida i dipartimenti HR affronta infatti quotidianamente numerose difficoltà, come la gestione delle emergenze (70%), la pressione crescente (68%) e l’adattamento ai cambiamenti strategici (66%). Nonostante le pressioni, però, chi opera nelle risorse umane risulta entusiasta. Il 38% degli HR intervistati da Cegos si dichiara fiducioso nelle sfide future e il 91% agisce in linea con la propria etica e i propri valori. La formazione continua (62%) e l’uso di risorse online (59%) sono a loro avviso fondamentali per lo sviluppo delle competenze necessarie per affrontare i cambiamenti.
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