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Gamindo, quando la formazione diventa un videogioco

di Annarita Cacciamani
Nicolò Santin, fondatore della startup, spiega come il game-based learning renda l’esperienza formativa più coinvolgente, interattiva ed efficace.

 

La formazione serve per continuare a crescere e a migliorare le proprie competenze in una società, come la nostra, che continua a evolversi e cambiare. A volte, però, può risultare poco efficace. Gamindo, fondata da Nicolò Santin e Matteo Albrizio, è una start up che si pone l’obiettivo di risolvere questo problema. Come? Formando attraverso i videogiochi. Ce lo racconta il cofondatore Santin.

Come è nata la vostra startup?

L’idea di Gamindo è nata durante gli studi universitari ed è stata anche l’oggetto della mia tesi di laurea. Sostanzialmente realizziamo videogiochi per il marketing e la formazione. Attraverso il gioco le persone si formano divertendosi. Il gioco che realizziamo racchiude temi importanti per la formazione del personale e si sviluppa facendo in modo che vengano affrontati durante il gioco questi argomenti. Oggi siamo cresciuti e siamo in 15 persone, tutte in full remote. Devo dire che abbiamo avuto feedback molto positivi dalle aziende con cui abbiamo collaborato, come Bulgari, Angelini, Barilla, Telepass, McDonald’s, Lavazza, Accenture e molte altre.

Come può il vostro progetto migliorare il mondo della formazione e delle risorse umane?

Le soluzioni e le proposte che offriamo possono sicuramente portare un valore aggiunto alla formazione e alle risorse umane. La formazione fatta in maniera tradizionale, con lezioni frontali, può risultare noiosa ed inefficace. C’è chi la chiama “click&sleep” proprio perché le persone cliccano in continuazione dei tasti, senza prestare realmente attenzione al contenuto condiviso. Invece, il videogioco può rendere comprensibili temi noiosi o complicati e far apprendere meglio le persone. Il game-based learning rende l’esperienza formativa più coinvolgente, interattiva ed efficace. Gli elementi di gamification, come classifiche, badge e livelli servono poi a stimolare la partecipazione e la retention degli utenti.

Avete partecipato all’Innovation Training Summit. Cosa vi siete portati a casa da questa esperienza?

La consapevolezza che anche in Italia si sta investendo nella formazione e nell’innovazione, ed è qualcosa di importantissimo. L’evento è stato poi molto utile per fare networking e conoscere aziende con cui avviare delle possibili partnership e collaborazioni. Il team di EFI ha fatto un lavoro straordinario e, come prima edizione, è stata oltre le mie aspettative.

Quale obiettivo avete per il futuro?

Vogliamo continuare a crescere, facendo scalare sia il team che il business, a livello globale. Crediamo che l’intelligenza artificiale sia uno strumento straordinario per far crescere di livello la formazione in azienda, e non solo. La nostra visione è quella di creare delle esperienze di game-based learning che siano iper personalizzate per ogni singolo utente, in base a quelli che sono i suoi interessi e il suo metodo di apprendimento.

Annarita Cacciamani

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