Nell’epoca in cui la frontiera tra il lavoro e la vita personale si sfuma sempre di più, e la consapevolezza dell’importanza del benessere dei dipendenti e della creazione di un ambiente lavorativo inclusivo cresce costantemente, il ruolo del Chief Happiness Officer (CHO) emerge con una risonanza senza precedenti nel mondo aziendale. Ce ne parla Giulia Piacentino, CHO.
Una figura il cui compito principale è garantire che l’organizzazione sia un luogo in cui i dipendenti si sentano valorizzati, motivati e apprezzati, contribuendo così al successo a lungo termine dell’azienda stessa. È questa la mission di Giulia Piacentino, Laughter Yoga Leader e Chief Happiness Officer.
Quali sono stati i passi chiave nel suo percorso formativo e professionale che l’hanno portata a ricoprire il ruolo di CHO?
Credo che ci sia stata una vera e propria evoluzione: dal mio percorso umanistico con lo studio delle lingue e culture straniere, affiancato successivamente dalle discipline più economiche e manageriali, fino ad arrivare al lavorare per e con le persone prima come Junior Entrepreneur a livello locale e nazionale e poi nell’ambito People & Culture in azienda. Proprio nell’esperienza come HR, la mia prima vera responsabile era CHO da qualche anno, e vedendo la mia attitudine e la passione nell’aiutare e portare valore alle persone mi ha consigliato proprio il percorso di certificazione, che una volta intrapreso, ha cambiato letteralmente la mia vita dal 2022.

Giulia Piacentino
Quali competenze e caratteristiche personali sono essenziali per eccellere nel suo lavoro?
Avere consapevolezza di chi sei, come essere umano e poi come persona, con bisogni, valori, talenti e scopo nella vita, è la prima cosa importante. C’è molta crisi esistenziale nel mondo, soprattutto dopo il Covid, ed essere consapevoli del nostro mondo interiore per sapere chi siamo realmente ci aiuta a prediligere l’autenticità in un mondo di apparenze nonché a scegliere ciò che ci fa stare bene. Penso anche che avere una visione ecosistemica sia una competenza chiave: siamo interconnessi tra di noi e con il mondo e non possiamo prescindere da questo legame in tutto ciò che facciamo. Questo aspetto viaggia in simbiosi con la capacità di comprendere il nesso tra i principali trend e scenari futuri, quindi gli impatti sul benessere delle persone e le politiche di gestione e sviluppo delle organizzazioni. Infine, è fondamentale conoscere la felicità e interiorizzarla in tutte le sue sfaccettature, perché permette davvero di rendersi conto di come funzioniamo come esseri umani e cosa è davvero importante nella vita.
Quali strategie e iniziative sono efficaci per migliorare la soddisfazione e l’impegno dei dipendenti in azienda?
Potrei essere forse provocatoria ma direi che la premessa fondamentale è ricordarsi che i numeri li fanno le persone, non il contrario. Il focus quindi deve essere sul come rendere le persone capaci di dare il loro meglio al lavoro in qualsiasi strategia aziendale. La scienza della felicità e delle organizzazioni positive ci guida verso strategie, iniziative e processi che possano creare una cultura inclusiva che promuove fiducia, trasparenza, responsabilità, collaborazione ed un proposito ecosistemico forte. Altrettante iniziative possono essere concepite a livello di leadership per incentivare relazioni di valore tra leader e i membri dei team, in cui chi guida dà l’esempio. Senza neanche dimenticare di agevolare una gestione il più possibile partecipativa affinché tutte le persone in azienda si sentano coinvolte (ricordiamo i famigerati concetti di engagement, retention, attraction). Non devono mancare anche progetti mirati a snellire i processi e le decisioni, migliorare i flussi comunicativi ed eliminare tutto ciò che possa generare “chimica negativa” alle persone nella catena del valore e quindi rendere l’organizzazione il più efficiente ed efficace possibile per il benessere delle persone, per risultati di business eccellenti e per la sostenibilità dell’azienda. Per concludere, il fattore chiave per dimostrare quanto le persone stiano bene in azienda (e questo vale anche per i clienti) e quindi quali azioni strategiche sono necessarie, è misurare. Analizzare, ridefinire, misurare e monitorare la soddisfazione delle persone è fondamentale anche per oggettivizzare tutte le attività fatte con valori concreti e pianificare una strategia di happiness at work che possa inglobare tutte le iniziative in cultura, leadership, organizzazione in maniera coerente, sistemica, sostenibile da cui derivino risultati di business positivi.
Quali sono i principali vantaggi che un’azienda può ottenere investendo nel benessere dei dipendenti e nel ruolo del CHO?
Non voglio essere banale nel ricordare che investire nel benessere delle persone a lavoro permette di avere il massimo sviluppo del loro potenziale per la generazione di significativi vantaggi economici per le aziende. Alcune delle ricerche più famose in merito evidenziano a questo riguardo l’aumento della capacità di innovare, dell’impatto sulla retention, delle vendite e della produttività. E questi sono solo 4 fattori principali, ma i benefici vanno anche oltre come ad esempio riduzione dell’assenteismo, fidelizzazione e riduzione del turnover, aumento della soddisfazione del cliente, innovazione e creatività e potremmo ovviamente continuare.

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Un messaggio finale?
La figura del Chief Happiness Officer aiuta il management a sistematizzare la complessità del grande attuale tema del benessere delle persone adattando e personalizzando un piano strategico mirato per innestare la scienza della felicità nella cultura e nei processi organizzativi in grado di produrre risultati misurabili e positivi mantenendo una visione sistemica ed integrata sulla base delle caratteristiche dell’azienda e delle persone che ne fanno parte. Non si tratta solo di un ruolo che è dedicato all’implementazione di iniziative di benessere e misurazione della soddisfazione delle persone, è molto di più. Con le sue competenze trasversali, è una figura molto strategica per il business, capace non solo di vedere ciò che il management non vede ma anche di creare connessioni molto proficue tra le diverse funzioni e ruoli nonché tra il business e i suoi stakeholder per una generazione di valore ecosistemica con un impatto positivo a livello economico, sociale, ambientale e di governance.
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