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Ridurre il turnover aziendale migliorando l’ambiente di lavoro

di Veronica Rossetti
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Mentre Mercer ha appena pubblicato un’anteprima del Global Talent Trends 2024, ripercorriamo l’edizione 2023 dello studio per approfondire un tema centrale: interagire con il proprio team, favorendo la creazione di un buon ambiente di lavoro, resta un elemento strategico per fronteggiare l’aumento del turnover.

 

Nel 2024, il panorama lavorativo si sta trasformando in modo significativo, spinto dai cambiamenti radicali avvenuti negli ultimi anni. L’evoluzione delle dinamiche sociali sta influenzando le strutture lavorative, mentre la tecnologia e l’intelligenza artificiale avanzano rapidamente. Inoltre, stiamo ancora gestendo le ripercussioni e il recupero da un mondo segnato dalla pandemia.

In attesa dei risultati del Global Talent Trends 2024 – report che ha raccolto le opinioni di oltre 12mila persone fra dirigenti, HR manager e dipendenti – abbiamo ripercorso l’edizione 2023 dello studio pubblicato da Mercer per approfondire il tema dell’interazione con il proprio team, punto centrale per creare un buon ambiente di lavoro e fronteggiare così l’aumento del turnover.

Contrastare il tasso di turnover elevato: l’agenda 2023 delle risorse umane

Rafforzare l’identità dell’organizzazione, rendendo il luogo di lavoro accattivante per i dipendenti ma anche per i potenziali futuri candidati, diventa essenziale. Creare un reale work life balance è la base imprescindibile per promuovere un reale ambiente di lavoro positivo. In questo approfondimento basato sullo studio condotto dalla Mercer Marsh Benefits – il Global Talent Trends Study 2023 – capiremo perché costruire un buon rapporto di lavoro sia determinante per la competitività di una impresa nel mercato del futuro.

Come rivela lo studio Mercer, il mondo del lavoro è cambiato radicalmente durante e nel post-pandemia. Si è diffuso il lavoro agile, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, si è allungata l’età pensionabile. Anche il clima all’interno delle aziende è cambiato: sono considerate sempre più prioritarie le nuove esigenze di lavoratori propensi a lavorare in imprese in grado di garantire un miglior wellbeing aziendale. Molte persone hanno cambiato lavoro per cause di forza maggiore, oppure perché hanno ridefinito le loro priorità volendo cimentarsi nella carriera dei sogni, dando vita al fenomeno delle Great Resignation.

Nel 2023 i responsabili delle risorse umane e le aziende hanno riscontrato grandi difficoltà a trattenere i talenti in azienda, proprio come conseguenza derivante dal periodo pandemico. L’Italia è, come altri Paesi, coinvolta in questo trend. Lo rivela anche il Rapporto Annuale sulle Comunicazioni Obbligatorie (2022), realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: i contratti di lavoro terminati per dimissioni volontarie sono passati da 1.800.000 del 2019 a oltre 2.000.000 nel 2021, con una particolare sofferenza in settori come il marketing e la comunicazione, l’informatica, la produzione di beni e servizi.

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Photo: Pexels / Kindel Media

Secondo lo studio Mercer, ogni reparto HR dovrebbe creare delle strategie “anti fuga di cervelli” da mettere in atto per obiettivi, tramite un’agenda basata su alcuni capisaldi essenziali tra cui:

  • Ripensare il modello di business: ascoltare i reali bisogni di tutti gli stakeholder coinvolti, dai manager ai dipendenti fino ai clienti, è essenziale per mantenere alta la competitività aziendale. Inoltre, le aziende dovrebbero mettere in discussione le nozioni ereditate dalle precedenti generazioni e puntare sulla creazione di un nuovo modello di business e di gestione delle risorse umane che sia più resiliente, sostenibile ed empatico.
  • Lavorare con i propri dipendenti: le persone non vogliono più lavorare per un’azienda; vogliono lavorare con un’azienda. Occorre un cambio di paradigma che definisca i vecchi rapporti tra lavoratore e datore di lavoro. Le aziende dovranno ridefinire il modo in cui interagiscono con la propria forza lavoro e contribuiscono alla società in cui sono inserite.
  • Rendere l’ambiente di lavoro più sano: il datore di lavoro deve garantire il benessere emotivo, fisico, sociale e finanziario dei propri dipendenti. Cerchiamo di approfondire meglio questo punto.

Trattenere i talenti in azienda con un reale work life balance

Sempre secondo lo studio, il rapporto tra un buon ambiente di lavoro e turnover è un dato sempre più stretto e necessita l’implementazione di strategie che possano favorire un maggior clima di benessere, serenità e collaborazione per aumentare l’efficienza, il benessere e la produttività dei collaboratori e dei gruppi di lavoro, evitando la fuga di talenti.

Un punto di partenza è lavorare sul grado di coinvolgimento dei lavoratori in relazione alle loro attività di lavoro e abbassare la soglia dello stress che ne deriva. Il metodo più semplice è garantire un riposo adeguato e una sana alternanza vita privata/lavoro, fondamentale per la salute, mentale e fisica dei dipendenti. Oltre al work life balance, è importante individuare opportunità di crescita professionale all’interno dell’azienda e il miglioramento delle competenze dei lavoratori attraverso la formazione continua. Di fondamentale importanza, è anche la gestione dei conflitti personalizzati e efficaci, basati sull’ascolto e sulla collaborazione con le parti in gioco coinvolte.

Costruire un ambiente di lavoro più sostenibile per i dipendenti

Abbiamo visto quanto il tema del benessere sul luogo di lavoro sia assolutamente centrale in rapporto al tema della valorizzazione dei talenti. E alla retention di quelli già presenti in azienda. A questo punto la domanda è inevitabile: come è possibile costruire un ambiente di lavoro che sia resiliente e al contempo sostenibile e produttivo? Costruire un buon clima lavorativo richiede empatia e fiducia, due aspetti che possono coesistere quando, come sottolineato dal Global Talent Trends, si sceglie di:

  • Adottare una cultura realmente centrata sulle persone: il luogo di lavoro deve essere caratterizzato da un contesto nel quale ci si senta sicuri e a proprio agio indipendentemente dall’ambiente che può essere l’ufficio, in remote o ibrido, e in cui si facciano domande semplici e in cui sia presente l’ascolto e la valorizzazione delle opinioni delle persone.
  • Supportare i manager: aiutare i manager a sviluppare le proprie capacità e abilità consentirà di motivare di più e meglio le persone che fanno parte di tutto il team di lavoro. I manager devono promuovere comportamenti positivi identificando i momenti di ricarica collettiva durante la giornata e collaborare con gli altri dipendenti, per una reale sinergia e prolificità tra le parti.
  • Misurare le prestazioni in base ai risultati: l’attenzione deve essere rivolta non alle ore di presenza in ufficio o sulla chat aziendale ma agli obiettivi da raggiungere: essere flessibili contribuisce a aumentare la produttività.
  • Sottolineare valore e significato del lavoro svolto: il lavoro svolto deve essere percepito come significativo è per ottenere questo risultato è necessario incoraggiare i lavoratori a prendersi cura di se stessi e del mondo che li circonda incoraggiando, ad esempio, attività di volontariato che mettano in evidenza il fatto che l’azienda si impegni a fare del bene e a avere un impatto sulla società.
  • Favorire una buona comunicazione: saper comunicare bene internamente favorisce il buon funzionamento dell’organizzazione a tutti i livelli e diventa quindi indispensabile generare una cultura attenta al rispetto reciproco che aiuti la produttività. In questo senso, è utile adibire delle aree relax che favoriscano la relazione tra i dipendenti oppure sessioni di incontro programmate tra dipendenti e management per il confronto reciproco.
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Photo: Pexels / Yan Krukau

La sfida dunque che coinvolge gli attori che fanno parte di imprese e organizzazioni di tutte le dimensioni è quella di andare verso la messa in pratica di comportamenti che possano garantire il benessere fisico, emotivo, sociale e finanziario dei propri collaboratori. I lavoratori saranno così chiamati a salvaguardare la propria occupabilità, adottando una mentalità basata sull’apprendimento permanente. Un mindset che metterà in risalto i propri talenti e le proprie capacità professionali.

 

Veronica Rossetti

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