In un presente segnato da instabilità globale, guerre, crisi economiche e tensioni commerciali sempre più evidenti, il vero nodo strategico per le aziende resta quello di attrarre e trattenere i talenti. Se ne è parlato nella prima giornata dell’Innovation Training Summit 2025, di cui HR Heroes è media partner.
L’intelligenza artificiale (AI), la doppia transizione ecologica e digitale, il gap tra domanda e offerta di competenze e la necessità urgente di una formazione non più tradizionale ma trasformativa. È attorno a queste sfide cruciali che si è aperta, il 3 aprile a Roma, la prima giornata dell’Innovation Training Summit 2025, evento internazionale organizzato dall’associazione no profit Ecosistema Formazione Italia (EFI).
Secondo i dati presentati all’evento in esclusiva dalla società globale di ricerche di mercato Ipsos, in Italia la conoscenza dell’intelligenza artificiale è ancora inferiore rispetto alla media internazionale, eppure sei persone su dieci l’hanno già sperimentata almeno una volta tramite una chat generativa. La percezione che l’AI cambierà profondamente il nostro lavoro è alta, ma altrettanto evidente è la necessità di una nuova formazione capace di accompagnare questa rivoluzione.
La formazione tradizionale non basta più
Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy presente all’evento, ha evidenziato come il sistema formativo debba evolvere rapidamente, affiancando al sapere tecnico anche competenze umane e trasversali, per mettere davvero la persona al centro della trasformazione. Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente di EFI Kevin Giorgis: «La formazione tradizionale non basta più. Con il summit vogliamo favorire un cambio di mentalità che coinvolga istituzioni, università e aziende, iniziando a ragionare in termini di smart nation».
Una leadership per migliorare l’umanità, il design e il pianeta
Un momento di profonda ispirazione ha messo al centro una visione della leadership come forza capace di generare cambiamenti concreti e positivi su scala globale. Le voci di Monica Sharma, già Direttrice ONU per la Leadership e lo Sviluppo delle Competenze, e Paola Babos, Deputy Director dell’ITC-ILO, hanno guidato una riflessione intensa sulla leadership etica, sull’empowerment delle persone e sulla possibilità reale di produrre impatto sistemico.
Paola Babos ha aperto l’intervento con dati che colpiscono: oltre il 60% della forza lavoro globale è oggi impiegata nel settore informale, cioè quelle attività economiche non registrate ufficialmente e non regolate da contratti o leggi del lavoro, senza alcuna tutela. «Queste non sono solo sfide economiche o sociali, ma rappresentano squilibri sistemici che lacerano il cuore dello sviluppo sostenibile», ha affermato. Ha posto anche domande cruciali: «Stiamo davvero progettando programmi di apprendimento che generano valore per tutti? Come possiamo attivare una leadership trasformazionale, capace di rispondere con efficacia alle metriche, alle pressioni e alle performance richieste?»

Da sinistra: Antonio Naddeo, Francesco Tufarelli, Ivana Pais, Filippo Poletti
Il cambiamento, ha aggiunto Babos, non nasce solo dall’innovazione tecnica ma da un’innovazione nella leadership, che inizia prima che sia conveniente farlo. «Serve un piano migliore – ha detto – fondato sulla giustizia sociale, sulla connessione tra settori diversi e sull’azione concreta». In conclusione, ha lanciato un invito: «Non è più il tempo di chiederci se possiamo farcela. La domanda giusta è: quando cominciamo? Non serve essere idealisti: serve scegliere ogni giorno i nostri valori più profondi per creare insieme un futuro in cui la leadership non guardi solo al breve termine, ma abbia come orizzonte le persone e il pianeta».
Sostenibilità umana: la trasformazione inizia da dentro
Il giornalista e formatore Patrizio Paoletti ha poi sottolineato l’importanza del benessere emotivo e della consapevolezza interiore come prerequisiti per affrontare le sfide globali. Ha ribadito che ogni cambiamento duraturo deve partire da dentro ciascuno di noi, poiché la narrazione personale influisce sulla qualità della nostra vita e delle relazioni.
Richiamando le neuroscienze e il modello sferico della coscienza, ha evidenziato l’impatto del malessere psicologico sul lavoro e sulla società, citando perdite annuali per mille miliardi di dollari. Ha presentato strumenti pratici come il QMT (Quadrato Motor Training), capace di aumentare l’intelligenza e ridurre lo stress, e ha invitato a coltivare il pensiero immaginativo nelle nuove generazioni. Il suo messaggio conclusivo è chiaro: la vera transizione sostenibile comincia da un minuto al giorno dedicato a sé stessi.

Da sinistra: Stefano Marchese, Patrizio Paoletti, Kevin Giorgis e Fabio Cutrera
Chiusura dei lavori della prima giornata
A concludere la prima giornata dell’Innovation Summit sono stati i saluti istituzionali di Kevin Giorgis e Stefano Marchese, rispettivamente presidente e vice presidente di EFI. Dal palco, i due fondatori hanno tracciato il bilancio della giornata: oltre 350 persone coinvolte, 50 speaker e 30 sponsor e partner.
«Ci siamo lanciati, e il risultato ci ha confermato che vale la pena continuare a sperimentare», ha detto Marchese. Tra gli annunci principali per il 2025: il lancio ufficiale del Wellbeing & Happiness Summit il 29 ottobre a Milano ideata e organizzata con Paoletti, una giornata interamente dedicata al benessere personale e organizzativo. Inoltre è stato annunciato l’Engine Tour 2025-2026, con la prima tappa fissata per il 15 ottobre a Padova. Infine, la conferma della prossima edizione dell’Innovation Summit, già programmata per il 26 e 27 marzo 2026. «Questo evento è nato come una scommessa – ha concluso Giorgis – ma oggi possiamo dire che è diventato un punto fermo».
Foto articolo: Riccardo Pallotta
Foto cover: Cristina Freguja, Capo Dipartimento per le statistiche sociali e demografiche

