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Generazione Z in ufficio: meno soldi, meno stress e maggiore benessere

di Sara Tamburini
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Secondo un rapporto di Bloomberg, i membri di questa generazione sono alla ricerca di lavori meno stressanti, che offrano uno stipendio ragionevole senza richiedere loro di sacrificare la propria vita privata. Questo approccio contrasta con le generazioni precedenti, che spesso hanno condiviso una cultura ambiziosa e workaholic.

La Generazione Z, composta dai giovani lavoratori, nello specifico da persone nate tra la metà degli anni ’90 e i primi anni 2000, sta ridefinendo le aspettative e le priorità nel mondo del lavoro. Nel recente rapporto intitolato “I giovani della Generazione Z e il mondo del lavoro” condotto da Area Studi Legacoop e Ipsos, sono stati analizzati i principali interessi e le priorità dei giovani italiani. I risultati mostrano che i giovani compresi nella fascia d’età tra i 18 e i 24 anni mostrano una preferenza per un salario che includa una componente fissa, insieme a una variabile correlata ai risultati ottenuti. Questa preferenza sottolinea ulteriormente l’importanza che attribuiscono alla flessibilità nell’orario di lavoro e al tempo libero a loro disposizione. Inoltre, il rapporto mette in luce il quadro dei valori più importanti per la Generazione Z in Italia. In cima alle priorità c’è la famiglia, collocata al primo posto dal 60% dei giovani intervistati. Seguono l’amicizia (54%) e l’amore (50%). Il lavoro, al contrario, occupa la sesta posizione, con solo il 38% dei giovani che lo considera priorità.

L’equilibrio tra lavoro e vita privata come obiettivo

I giovani lavoratori della Generazione Z sono consapevoli dell’importanza di trovare il famoso work life balance. Non sono disposti a sacrificare la loro felicità e il benessere personale per inseguire esagerate ambizioni lavorative. Al contrario, cercano impieghi che consentano loro di godersi il loro tempo libero, e di dedicarsi alle proprie passioni al di fuori dell’ufficio. Questa priorità sottolinea un cambiamento culturale significativo rispetto alle generazioni precedenti, che spesso hanno dedicato la maggior parte del loro tempo e delle loro energie al lavoro. La Generazione Z comprende l’importanza di prendersi cura di sé stessi e di mantenere un equilibrio sano tra lavoro e vita privata.

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Photo: Unsplash / Austin Distel

Meno stress, più felicità

La ricerca di lavori meno stressanti è una delle principali preoccupazioni dei giovani lavoratori della Generazione Z. Sanno che l’ansia e le preoccupazioni possono avere un impatto significativo sulla loro salute mentale e fisica, e cercano attivamente opportunità che offrano un ambiente meno frenetico. Questa attenzione alla riduzione dello stress è in linea con le nuove tendenze nel mondo del lavoro, in cui sempre più aziende stanno adottando politiche volte a migliorare il benessere dei dipendenti, per esempio lo smart working, benefit come la palestra e gli asili per i figli, la possibilità di lavorare all’estero con soggiorno sovvenzionato dall’azienda stessa. La Generazione Z apprezza queste iniziative e cerca attivamente società che mettano in primo piano il benessere dei dipendenti.

Cercare uno stipendio ragionevole e salute mentale

Nonostante la ricerca di lavori “meno stressanti”, i giovani lavoratori della Generazione Z non hanno intenzione di rinunciare a uno stipendio dignitoso. Sanno che il denaro è importante per vivere una vita confortevole e per realizzare i propri sogni e ambizioni. Tuttavia, non sono disposti a sacrificare la loro felicità e il loro benessere per inseguire una carriera che offra solo un alto stipendio. Sono alla ricerca di lavori che offrano un equilibrio tra una retribuzione adeguata e un ambiente lavorativo soddisfacente. Il risultato di un sondaggio globale condotto da Cigna International rivela che i lavoratori della Generazione Z sono i dipendenti più esausti, con il 91% degli intervistati che si sente a disagio. Questo rappresenta un segnale d’allarme che richiede una profonda riflessione sociologica, perché sono entrati nel mondo del lavoro con un insieme unico di prospettive e aspettative, che ora sembrano manifestarsi attraverso livelli di stress significativamente più elevati rispetto alle generazioni precedenti. Innanzitutto, è importante considerare il contesto in cui la Generazione Z sta affrontando il mondo del lavoro. Questi giovani hanno vissuto un’infanzia e un’adolescenza immerse nella tecnologia, con accesso costante ai social media e alle informazioni. Il che ha modellato le loro aspettative sulla comunicazione, la gratificazione istantanea e la connettività globale. Tuttavia, il mondo del lavoro spesso richiede adattabilità a schemi più tradizionali, con tempi e processi più lenti, generando una potenziale fonte di conflitto e frustrazione. Inoltre, la Generazione Z è emersa in un contesto economico e sociale segnato da eventi come la crisi finanziaria globale e la pandemia di COVID-19. Questi eventi hanno influito notevolmente sulle opportunità di lavoro e sulle prospettive economiche, creando un senso di incertezza e precarietà che può contribuire allo stress. La percezione di essere costantemente connessi e disponibili potrebbe anche giocare un ruolo chiave. La tecnologia, sebbene offra vantaggi in termini di flessibilità lavorativa, può anche portare a una costante pressione per rispondere alle comunicazioni in ogni momento, anche al di fuori dell’orario di lavoro. Questa sempre crescente “invasione” della sfera personale può contribuire all’ansia e allo stress. La consapevolezza sull’importanza della salute mentale potrebbe anche spingere i membri della Generazione Z a riferire con maggiore sincerità il proprio disagio. Rispetto alle generazioni precedenti, infatti, questa fascia d’età è più propensa a cercare supporto psicologico e a parlare apertamente dei propri problemi mentali, il che potrebbe spiegare in parte il rilevamento del 91% di stress.

Implicazioni per le aziende

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Photo: Unsplash / Studio Republic

In definitiva, il risultato di questo sondaggio sottolinea la necessità di una riflessione approfondita da parte della società e delle aziende stesse. La Generazione Z sta ridefinendo le aspettative nel mondo del lavoro e le imprese devono adattarsi se vogliono attrarre e trattenere i giovani talenti. Sarà fondamentale adottare politiche di flessibilità, per esempio orari di lavoro non statici o la possibilità di lavorare da remoto, oppure programmi di benessere che promuovano la salute mentale e fisica dei dipendenti. Altri esempi riguardano la formazione (far crescere le persone consentendogli di aggiornare le proprie competenze) e la creazione di un ambiente di lavoro positivo, volto a migliorare la soddisfazione sul lavoro. Allo stesso tempo, è importante per i membri della Generazione Z imparare a gestire lo stress in un mondo che sembra sempre più complesso e frenetico, cercando un equilibrio tra le loro aspettative e la realtà del mondo del lavoro. Il confronto tra le generazioni e la comprensione reciproca sono fondamentali per affrontare queste sfide e creare ambienti di lavoro più sani e sostenibili per tutti.

 

Sara Tamburini

Photo cover: iStock / AaronAmat

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