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Come gestire i dipendenti del futuro

di Giorgio Pirani
In un’epoca di cambiamenti radicali, il concetto di leadership sta subendo una trasformazione profonda. Un lavoro basato sul controllo e l’autorità oggi rischiano di essere un freno per chi intende emergere in un mondo modellato dall’innovazione tecnologica, dalle crisi globali e dal mutamento delle dinamiche del lavoro.

Il mondo del lavoro è in costante evoluzione. Nonostante siano ormai passati quasi 5 anni, subiamo ancora, talvolta senza rendercene conto, le conseguenze della pandemia da Covid-19, che tra i molti stravolgimenti che hanno portato c’è stato anche l’implementazione dello smart working. Un mezzo che può essere un’arma in più per le aziende, che però sta diminuendo in molte realtà, sia da Pmi che da colossi mondiali.

Ma non c’è solo questo: l’intelligenza artificiale (AI) e la Generazione Z stanno modificando radicalmente il panorama lavorativo, richiedendo una nuova leadership capace di superare la cultura obsoleta dell’autorità e del controllo. Come si può, quindi, sviluppare una leadership che sappia affrontare le sfide future?

Le competenze chiave per la leadership del futuro

Secondo una recente indagine di Buono Partners, i leader di oggi e di domani dovranno saper ispirare, coinvolgere e adattarsi costantemente. Soft skill come empatia, intelligenza emotiva, ascolto attivo e resilienza diventano essenziali per gestire team in un contesto lavorativo sempre più complesso e ibrido.

Ma attenzione, perché queste skills possono essere un’arma a doppio taglio: per esempio  l’energia può infondere motivazione, ma rischia di trasformarsi in sovraccarico; la cordialità promuove un ambiente collaborativo, ma potrebbe indebolire l’autorità; la responsabilità assicura precisione, ma può rallentare i processi; la stabilità emotiva facilita la gestione dello stress, ma può ridurre il senso di urgenza in situazioni critiche; infine, l’apertura mentale stimola la creatività, ma può rallentare il processo decisionale.

Photo: Freepik

Come ispirare chi “torna” dal remote working

Prima dell’emergere della pandemia, le modalità di lavoro agile erano ancora poco diffuse in Italia, con una regolamentazione legislativa che risaliva solo al 2017. Tuttavia, con l’arrivo del Covid-19, molte aziende hanno dovuto adattarsi e adottare rapidamente questa modalità di lavoro per garantire la continuità delle loro attività.

Una condizione lavorativa che oggi piace molto: secondo l’indagine di Osservatori.net, nel 2024 lo smart working si è confermato una realtà consolidata in Italia con 3,55 milioni di persone che continuano a lavorare da remoto, con il 73% dei lavoratori da remoto che si opporrebbe alla sua eliminazione.

Ma molte aziende, come quelle del Tech, stanno togliendo la flessibilità lavorativa e riportando così i dipendenti in ufficio: in questo caso, come ispirarli? Tra le proposte della ricerca di Asana, una piattaforma internazionale per la gestione del lavoro, c’è quella di proporre un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata. «Gli orari di lavoro ibridi offrono ai lavoratori questi vantaggi – si legge nella ricerca – incoraggiando al contempo la collaborazione e la connessione che solo il lavoro in ufficio può fornire. Gen Z e Millennial preferiscono il lavoro ibrido, poiché bilancia l’aspetto sociale dell’ufficio con il tempo libero che sentono a casa».

 

Giorgio Pirani

Photo cover: Freepik

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