All’HR Meeting International di Bardolino (Verona) abbiamo incontrato Anna Benini, founder della piattaforma di welfare LianeCare, incentrata sulla cura della persona a qualsiasi età.
La conciliazione vita privata-lavoro e il benessere sono oggi una delle principali esigenze delle persone. Di conseguenza le aziende sono alla costante ricerca di servizi di questo tipo da poter offrire ai propri collaboratori. In questo contesto si inserisce la nascita di LianeCare, piattaforma di welfare che offre servizi dedicati proprio alla conciliazione vita-lavoro con un focus particolare sul people caring, come ci spiega la founder Anna Benini.
Come è nata l’idea di LianeCare?
È nata dall’ascolto. Degli altri, prima di tutto, perché dopo 20 anni di esperienza nella direzione Risorse Umane, sia in Italia che all’estero, ho ascoltato numerose storie di uomini e donne infelici sul luogo di lavoro. E poi di me stessa, che oltre a essere dirigente HR, mamma e moglie, ho vissuto in prima persona il ruolo di caregiver per mio padre, malato oncologico. Ho compreso che gli eventi della vita, nella loro imprevedibilità, possono influenzare la qualità del lavoro e il nostro equilibrio e che è fondamentale per le aziende mettere le persone al centro, perché nessuno debba scegliere tra carriera e vita familiare. L’idea semplice e allo stesso tempo potente che guida LianeCare è che la cura è un elemento distintivo dell’essere umano.

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La missione di LianeCare è proprio quella di occuparsi degli altri, nello specifico di lavoratori e lavoratrici che svolgono anche l’importante, ma faticoso, ruolo di caregiver familiari. A loro dedichiamo servizi, risorse e soluzioni per una piena e armoniosa integrazione tra vita professionale e personale. Lavoriamo con aziende di ogni settore e dimensione per aiutare i loro dipendenti a prendersi cura di se stessi e delle loro famiglie, contribuendo alla realizzazione di ambienti di lavoro inclusivi e sostenibili e di un ecosistema di imprese virtuoso in cui le persone si sentano valorizzate e accolte.
Cosa vi distingue dalle altre piattaforme di welfare?
Innanzitutto, la nostra è la prima piattaforma all in one dedicata esclusivamente al People Caring, con servizi rivolti alla persona in ogni fase della sua vita. Le aziende possono scegliere di sottoscrivere uno o più tipi di piano tra quelli disponibili in base alle esigenze dei propri dipendenti, offrendo strumenti come il supporto psicologico, il servizio di matching con personale di cura qualificato come assistenti familiari, badanti, babysitter e pet sitter e corsi e-learning psico-educativi che favoriscono l’empowerment personale e la relazione con l’altro, e servizi di orientamento e counselling dedicati alle persone fragili. La nostra attenzione al cliente parte dall’ascolto e dall’individuazione di soluzioni innovative accessibili su tutta Italia e su misura in grado di soddisfare queste necessità in modo consapevole e concreto, adattandosi al naturale evolversi dell’esistenza e delle sue sfide.
Quali sono le esigenze che più spesso le aziende vi chiedono?
Negli ultimi anni, un numero crescente di aziende, incluse quelle di piccole e medie dimensioni, ha iniziato a investire sempre più nei servizi di caring per i propri dipendenti. Questo perché è ormai chiaro che migliorare il benessere complessivo dei lavoratori non solo aumenta la produttività, ma riduce anche il turnover e contribuisce a creare un ambiente di lavoro più positivo e inclusivo. Le aziende sono sempre più consapevoli, ad esempio, che offrire supporto psicologico ai dipendenti, o fornire servizi come il matching con personale di cura qualificato e verificato, può fare la differenza nel bilanciare le esigenze lavorative con quelle personali. Questi interventi aiutano a ridurre lo stress, promuovono una maggiore serenità e, di conseguenza, migliorano la performance aziendale nel suo complesso, dimostrando che prendersi cura del benessere delle persone è una strategia vincente anche per il business.
Quanto è importante oggi il bilanciamento vita-lavoro?
Condivido un dato significativo dall’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano: solo il 9% degli italiani si dichiara soddisfatto del proprio impiego, in termini di benessere fisico, psicologico e relazionale. Una delle principali cause di questa insoddisfazione, come rilevato dall’Osservatorio, è la difficoltà nel conciliare vita professionale e privata. Mentre si parla spesso di equilibrio tra queste due sfere, io credo sia più corretto parlare di armonia. Le aziende che vogliono costruire un futuro sostenibile e duraturo devono investire nella creazione di una sinergia tra lavoro e vita personale. Le ricerche dimostrano chiaramente che team felici e coinvolti non solo migliorano la produttività, ma riducono anche il turnover. Eppure, parlare di felicità sul lavoro sembra ancora un ossimoro. In realtà, dovrebbe essere un vero e proprio obiettivo strategico di business.

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Avete partecipato all’HR Meeting International di Bardolino (Verona). Un bilancio dell’evento?
Questi eventi rappresentano sempre un’occasione preziosa di confronto, scambio di idee e creazione di sinergie. Offrono l’opportunità di discutere proposte e soluzioni concrete per realizzare ambienti di lavoro moderni, inclusivi e attenti alle persone, dove il benessere dei dipendenti è al centro delle strategie aziendali, integrato fin dall’inizio, come si direbbe “by design”. È stato incoraggiante constatare che sempre più aziende non solo sono alla costante ricerca di strumenti e strategie nuove in ambito wellbeing, ma stanno concretamente investendo in soluzioni per conciliare vita lavorativa e personale dei propri dipendenti caregiver aiutandoli a bilanciare responsabilità professionali e familiari. Questo è un tema che ci sta particolarmente a cuore e in cui abbiamo creduto quando pochi ne parlavano, ben prima che la pandemia ci aprisse gli occhi sulla possibilità di un nuovo modo di vivere e lavorare.
