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Lavoro e salute mentale: un mese dedicato al benessere in azienda

di Elisa Marasca
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Maggio negli Stati Uniti è considerato il mese della Salute Mentale dal 1949. Ancora oggi, questa ricorrenza ci ricorda che, sebbene il lavoro possa essere fonte di realizzazione e soddisfazione, può anche diventare un catalizzatore di stress con conseguenti impatti negativi sul benessere della persona e l’efficienza dell’azienda.

 

L’importanza del benessere psicologico sul luogo di lavoro e il suo impatto economico è considerata sempre più importante a livello mondiale. E sono molte le ricerche che segnalano l’interesse verso questo tema. Secondo le evidenze del World Economic Forum e della Harvard School of Public Health, per esempio, il costo derivato da condizioni di carente salute mentale (e le relative conseguenze) salirà a 6.000 miliardi di dollari a livello globale entro il 2030, rispetto ai 2.500 miliardi di dollari del 2010. Uno studio condotto dall’Agenzia Europea per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro stimava nel 2023 i costi legati, in Europa, alla perdita di produttività dovuta ad assenteismo per burnout attorno a 136 miliardi di euro. Guardando allo scenario italiano, secondo l’annuale “State of Global Workplace” di Gallup, il 46% dei dipendenti dichiara di sentire un alto livello di stress (rispetto ad una media europea del 39%) e solo il 5% di chi lavora si dichiara coinvolto nella propria attività.

Gli strumenti a disposizione delle imprese

L’impresa stessa dovrebbe quindi avere un ruolo attivo nel prendersi cura dei propri dipendenti, tutelandone il benessere psicofisico. Non solo migliorando quotidianamente il benessere organizzativo, ma anche ponendosi in ascolto dei propri dipendenti, per coglierne le esigenze, le necessità, le mancanze dal punto di vista lavorativo ma anche emotivo. L’azienda, oltre a impostare il lavoro in modo tale da evitare situazioni di over working, può infatti contribuire attivamente a migliorare i livelli di work-life balance dei dipendenti tramite i benefit garantiti dal sistema di welfare aziendale.

«Il mese dedicato alla salute mentale rappresenta un momento chiave in cui riflettere sulle pratiche e le politiche aziendali riguardanti il benessere dei dipendenti», dichiara Davide Uberti, Client Success & Partner Sales Lead del servizio di psicologia online Unobravo, annunciando una nuova partnership con Pluxee Italia (piattaforma per i benefit e il coinvolgimento dei dipendenti). «La collaborazione con Pluxee Italia ci consentirà di rendere accessibili la nostra tecnologia e l’esperienza del team clinico di Unobravo a un numero maggiore di aziende e lavoratori permettendoci, così, di perseguire una missione ancora più ampia: migliorare la qualità della vita di sempre più persone, sia dentro che fuori dal contesto lavorativo».

«Siamo consapevoli che il benessere psicologico influisce direttamente sulla produttività e la soddisfazione sul posto di lavoro», risponde Anna Maria Mazzini, Chief Growth Officer di Pluxee Italia. «Questa collaborazione va ad aggiungersi a una serie di azioni concrete che intraprendiamo in questo ambito. I servizi che offriamo alle aziende sono intrinsecamente finalizzati a garantire benessere sul posto di lavoro, condizione sine qua non per contribuire al miglioramento della salute mentale. Siamo profondamente convinti che la salute mentale rappresenti un prerequisito fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi e il successo, non solo individuale ma anche aziendale e organizzativo», aggiunge.

 

Elisa Marasca

Photo cover:  Pexels / SHVETS production 

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