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Maria Micoli: «I talenti? Più che assumerli, li aiuto a sviluppare il proprio brand personale»

di Jessica Vengust
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L’ambito dell’HR recruitment le stava stretto. Seguendo le sue inclinazioni, nel tempo è diventata consulente aziendale, formatrice e career coach. HR Heroes ha incontrato Maria Micoli, laureata in psicologia, professionista che oggi affianca aziende e privati per valorizzare competenze e talenti personali.

 

Consulente, formatrice, HR content creator e career coach, Maria Micoli è una professionista poliedrica che aiuta le persone a trovare la loro strada nel mondo del lavoro.

Da recruiter aziendale a people, culture & career coach. Come si è evoluta la sua carriera nel corso degli anni?

La mia ambizione era più grande di quanto il mio ruolo da dipendente aziendale potesse soddisfare. Volevo estendere la mia influenza, raggiungere un pubblico più vasto e offrire il mio supporto in contesti diversificati. Per perseguire questo obiettivo, ho dovuto abbandonare la comodità dell’impiego tradizionale e intraprendere un cammino autonomo. L’evoluzione della mia carriera è stata un processo graduale, come spesso accade in qualsiasi percorso professionale, ed è stata fortemente influenzata dai miei interessi personali e dalla mia predisposizione caratteriale. Da sempre, ho avuto una forte inclinazione ad aiutare le persone, a stare al loro fianco, a guidarle nella realizzazione dei loro obiettivi. Tuttavia, quando lavoravo in azienda, questa mia propensione era spesso limitata dalla necessità di concentrarmi principalmente sulla crescita aziendale. Oggi, il mio lavoro mi consente di unire entrambe le mie passioni. Mi occupo di aiutare i talenti a crescere e svilupparsi, mentre allo stesso tempo lavoro con le aziende per ottimizzare i loro processi interni al fine di attrarre e trattenere i migliori candidati. Questa sinergia tra la crescita dei talenti e la crescita delle aziende mi permette di contribuire al successo sia delle persone che delle organizzazioni.

Guardando il suo sito, ci ha colpito molto una frase legata alla sua mission: «Ogni risorsa umana merita molto rispetto e un’accurata analisi prima di porre in essere delle azioni». In che modo aiuta i suoi clienti, soprattutto giovani, ad acquisire maggiore conoscenza e consapevolezza del mondo del lavoro?

Il mio compito è quello di offrire ai giovani una guida qualificata sia dal punto di vista formativo che professionale. Metto infatti a disposizione la mia vasta esperienza in diversi contesti, una formazione costantemente aggiornata e un approccio educativo mirato. Nel campo dell’orientamento professionale, è importante notare che non esiste una regolamentazione nazionale per gli operatori di orientamento. Questo significa che molti giovani rischiano di finire nelle mani di consulenti di carriera poco qualificati. Personalmente, sono laureata in psicologia e ho un forte senso deontologico che mi guida nel mio lavoro. Ho l’obbligo morale di fornire servizi onesti e di alta qualità a beneficio dell’individuo, soprattutto quando si tratta di decisioni legate al mondo del lavoro. Per questo motivo mi concentro sul bene delle persone e comprendo quanto siano influenzabili quando si tratta di questioni lavorative. Questa consapevolezza e l’attenzione alla loro crescita personale sono ciò che mi distingue e che rende il mio servizio sicuramente diverso.

 

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Maria Micoli

 

Quali sono le tecnologie emergenti che ritiene cruciali per il settore delle risorse umane? E in che modo le ha implementate nel suo lavoro da consulente?

Piuttosto che focalizzarsi esclusivamente sulle tecnologie, è fondamentale considerare l’importanza di una formazione diversificata e costantemente aggiornata. Oggi, il mondo delle risorse umane e il marketing, per esempio, sono strettamente interconnessi, richiedendo una formazione e un interesse complementari. Questa sinergia è diventata essenziale. Ritornando infatti alla mia evoluzione professionale, è stato l’interesse per temi come l’employer branding e la talent acquisition a iniziare un percorso che mi ha permesso di lavorare in modo strategico su queste aree, collaborando con il reparto e le funzioni marketing. La strategia è diventata il fulcro delle organizzazioni, in quanto il talento non si cerca più ma si attrae. Le persone hanno esigenze diverse e la capacità di soddisfarle gioca un ruolo cruciale. Allo stesso modo, un candidato non deve limitarsi a inviare un curriculum, ma deve essere in grado di comunicare il proprio personal brand in modo efficace. Ciò che mi distingue oggi è quindi la mia formazione e il mio campo d’azione ampio, che abbraccia sia le risorse umane che il marketing, unendo le due discipline in un’unica prospettiva integrata.

Come si affronta l’inclusione e la diversità in ambito HR? Quali iniziative a suo avviso sono efficaci per promuovere l’inclusione sul luogo di lavoro?

Nel settore delle risorse umane, e in alcuni contesti in particolare, è innegabile che ci siano ancora molte sfide da affrontare per promuovere l’inclusione e la diversità. Un modo concreto per iniziare questo percorso di miglioramento è attraverso l’adozione di politiche e procedure chiare. Inoltre, è fondamentale investire nella formazione di tutti i livelli dell’organizzazione sui temi dell’inclusione e della diversità. Questa formazione non solo sensibilizza i dipendenti, ma costituisce anche un passo importante verso la costruzione di una cultura aziendale davvero inclusiva. Allo stesso tempo, è essenziale rivedere e adattare le pratiche di assunzione per garantire che siano basate sul merito e che non risultino discriminatorie. Questo assicura che i candidati vengano selezionati in base alle loro competenze e qualifiche, senza alcun pregiudizio. Incoraggiare la valorizzazione delle differenze tra i dipendenti è un altro elemento chiave. Riconoscere che la diversità porta con sé vantaggi in termini di innovazione e produttività può contribuire a creare un ambiente di lavoro in cui le persone si sentono apprezzate per la loro unicità. C’è indubbiamente molto lavoro da fare in questo ambito, e forse tutto comincia dal desiderio sincero di affrontare questi temi anziché trattarli solo come una semplice bandiera da sventolare.

Il suo profilo Instagram ha più di 10mila follower: quanto è importante la comunicazione nel suo lavoro?

Come ho già accennato, risorse umane e comunicazione sono oggi strettamente interconnesse. Il mio profilo Instagram rappresenta un canale che mi consente di raggiungere le nuove generazioni e di effettuare una divulgazione chiara, onesta e riflessiva su tematiche collegate al mondo del lavoro, delle risorse umane e in generale delle professioni e dei diversi contesti in cui è possibile operare.

In che modo si possono integrare le strategie di marketing e comunicazione per promuovere la cultura aziendale e coinvolgere maggiormente i dipendenti?

Una strategia efficace di employer branding e di employee advocacy pone sempre le persone al centro. Che si tratti di un processo di assunzione o della promozione del benessere dei dipendenti all’interno dell’azienda, le persone possono diventare ambassador aziendali o essere così attratte dall’azienda da desiderare di farne parte. Questo presuppone due elementi chiave. In primo luogo, è essenziale aver condotto con successo una comunicazione efficace dei valori aziendali. Questo permette alle persone di comprendere appieno ciò che l’azienda rappresenta e in che modo si impegna per realizzare la sua missione. In secondo luogo, il coinvolgimento attivo delle persone nella vita aziendale è fondamentale. Ciò può avvenire attraverso la promozione della trasparenza e la partecipazione ai processi decisionali, l’implementazione di piani di sviluppo che riconoscano e valorizzino le risorse umane, e l’organizzazione di eventi di coinvolgimento e engagement dei dipendenti.

Come vede il futuro delle risorse umane? Quali consigli ha per gli aspiranti HR o professionisti delle risorse umane che stanno iniziando la loro carriera?

Sarò diretta, come sempre. Quando si decide di entrare nel campo delle risorse umane, indipendentemente dal percorso formativo, è essenziale porsi alcune domande fondamentali: perché vuoi lavorare nelle risorse umane? Qual è la tua missione? Chi desideri aiutare? Se non sei in grado di rispondere a queste domande in modo chiaro o se la tua risposta è semplicemente ‘mi piace stare a contatto con le persone’ o ‘voglio aiutare le persone’, potresti voler ripensare la tua scelta. Il mondo delle risorse umane è estremamente complesso e, negli ultimi anni, è diventato altamente competitivo. I colleghi di successo che stimo e seguo sono professionisti con una profonda conoscenza del settore, ottenuta attraverso una formazione costantemente aggiornata, completa e di alta qualità. Hanno anche contribuito con il loro impegno sul campo, ma ciò che fa davvero la differenza non è l’empatia, una qualità spesso sopravvalutata in questo settore, ma la resilienza, la capacità di gestire situazioni estremamente complesse e l’intelligenza emotiva. I veri professionisti delle risorse umane sono coloro che hanno una vocazione autentica e una motivazione profonda. Tutto il resto è solo una macchia nera che getta un’ombra negativa sulla professione. Quindi, consiglio vivamente di riflettere seriamente sul proprio “perché”, di cercare mentori di fiducia e di dedicarsi allo studio in modo approfondito, costante e continuo. La preparazione è fondamentale per orientarsi e trovare il proprio posto in questo mondo complesso.

 

Jessica Vengust

Photo cover: iStock / Mironov Konstantin

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