Home » Silvana Macri: «Un personal branding coerente attrae le aziende»

Silvana Macri: «Un personal branding coerente attrae le aziende»

di Veronica Rossetti
Addio alle competenze tecniche esclusive: oggi i candidati che vogliono essere assunti nelle aziende devono  saper portare valore. Parola di Silvana Macri, esperta in personal branding e orientatrice professionale

Il valore delle persone è ciò che le rende uniche e distinte dagli altri, non solo per conquistare un posto nell’azienda dei sogni o trovare un’occupazione gratificante, ma anche per portare la propria unicità all’interno di un contesto lavorativo nuovo. Ancora più importante è la capacità di comunicare e trasmettere questo valore attraverso i mezzi tecnologici, sempre più accessibili ad un vasto pubblico in modo gratuito. In questo contesto, il personal branding e l’orientamento professionale procedono di pari passo. Ma come possiamo comunicare il nostro valore e distinguerci nell’ampio panorama della comunicazione online? L’abbiamo chiesto a Silvana Macri in questa intervista.

In che cosa consiste il suo lavoro?

Sono una professionista che progetta valore personale, quella che in gergo si dice “brand designer”. Brand vuol dire marchio, ma non solo perché in un marchio sono presenti tutta una serie di elementi e di fattori che danno la percezione di quello che intendiamo per valore. Il valore per me è unicità: come professionista faccio emergere ciò che differenzia una persona dalle altre. Unicità significa anche connessione emotiva con la propria audience o target di riferimento. Valore è quindi qualcosa che mi rende partecipe dell’esperienza delle persone con cui collaboro e, a questo proposito, da alcuni anni sono diventata Orientatrice e Career guidance specialist iscritta ad Asnor (Associazione Nazionale Orientatori).

Che cosa si intende oggi per “carriera”?

La carriera di una persona racchiude percorsi, esperienze personali e ovviamente professionali: non è più un percorso lineare in un mondo liquido come quello contemporaneo. Per questo è necessario far emergere il valore personale che caratterizza il personal branding, e la professione di Orientatrice si integra perfettamente in questo contesto, considerando che il Covid ha accelerato molte trasformazioni. Mi sono confrontata più volte con professionisti che mi raccontavano disagio ma anche disorientamento: c’è sicuramente una richiesta continuativa per definire questi percorsi.

Tutti parlano di personal branding… ma cosa vuol dire esattamente?

Il termine risale al 1997, ma oggi se ne parla molto di più poiché promuoversi in maniera organica e centrata è diventata un’esigenza per tante persone che hanno la necessità di creare nuove opportunità di lavoro e, per fare questo, devono sapere mettersi in relazione ma soprattutto in sintonia con le opportunità che si presentano di volta in volta. Diventa essenziale saper comunicare in modo persuasivo e emotivamente centrato. Diventa quindi prioritario definire una strategia invece che focalizzarsi solo sugli aspetti meramente operativi.

In base alla sua esperienza, come si armonizzano percorsi di orientamento e personal branding?

L’orientamento è una professione che mette a disposizione strumenti molto utili per fare personal branding. Oggi viviamo in un mondo ipercompetitivo e immerso in un mare di dati digitali con un piede on line e l’altro offline. Le domande “classiche” che mi sento rivolgere sono: «Devo privilegiare Instagram o Tik Tok per distinguermi?» «O è meglio il classico volantino per pubblicizzare la mia attività?». Rispondo che innanzitutto è necessario trasmettere il concetto che si deve fare ordine per fare le cose, prendendosi il tempo necessario per costruire basi solide. L’orientamento mette in luce, a partire dal bilancio delle competenze, la direzione e i valori più corretti da perseguire. Non è tempo perso ma guadagnato! Quando definiamo bene il progetto, possiamo diffonderlo con chiarezza online e offline, comunicandolo in modo accurato e coinvolgente.

Come si passa dal bilancio di competenze a comunicare le stesse tramite i social per attirare l’attenzione dei recruiter?

Facciamo un passo indietro: bisogna riallinearsi per sentirci soddisfatti. La cura del personal branding richiede energia, tempo e risorse economiche e quindi bisogna prima partire dal benessere personale per arrivare a dare le migliori performances possibili. Non ci sono paletti: l’orientamento e il personal branding sono utili a tutti, sia a chi cerca il primo lavoro, sia per chi sta cercando di crescere nel posto in cui è, sia a chi vuole potenziare la propria rete di clienti o trovare nuove partnership.

Quanto è importante comunicare il proprio valore professionale oggi? Oppure  costruirlo nella libera professione?

Moltissimo, non dimenticando mai la nostra soddisfazione: se sentiamo che dobbiamo ci dobbiamo posizionare in modo migliore, crescere in un contesto, dobbiamo definire esattamente quale piano strategico dobbiamo attuare per raggiungere il nostro obiettivo.

Come i social media e altri strumenti digitali stanno rivoluzionando il mondo del recruiting?

Sto guardando con molto interesse questo fenomeno che riguarda il mondo HR che si occupa di comunicazione e employer branding. Si tratta di un contesto molto ricco di opportunità ma ancora tutto da scoprire.

Anche il CV e le relazioni offline restano importanti. Come si può possono bilanciare in modo coerente tutti questi canali?

Le piattaforme e i punti di contatto sono tanti e in un mondo del lavoro ibrido non ha troppo senso fare troppe distinzioni ma è necessario trasmettere solidità alle relazioni professionali che si vogliono a costruire. In definitiva, si può fare personal branding anche senza social o con altri tipi di canali che facciano da volano per il nostro network tenendo ben presente che tutto si evolve nel corso del tempo e questo rende necessario sviluppare una chiara visione e connessione con i valori.

 

Veronica Rossetti

Ti potrebbe piacere

Lascia un commento

HRHeroes
Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. Cliccando su accetta si autorizzano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su rifiuta o la X si rifiutano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su personalizza è possibile selezionare quali cookie di profilazione attivare.