Innovazione e gestione HR sono le parole chiave per il 2025 di Inaz, realtà che si occupa di soluzioni software per paghe, presenze e HR. «La tecnologia migliora la gestione delle risorse umane», dichiara il sales manager dell’azienda.
Stefano Mattiocco, Sales Manager di Inaz che abbiamo incontrato a margine dell’evento HR Meeting International, racconta a HR Heroes come la digitalizzazione stia trasformando la gestione delle risorse umane. Mattiocco evidenzia l’importanza di strumenti tecnologici come l’intelligenza artificiale per ottimizzare processi aziendali, migliorare l’efficienza e mettere al centro il benessere delle persone.
Di cosa si occupa nello specifico Inaz?
Dal 1948 Inaz propone soluzioni e servizi con l’obiettivo di aiutare aziende e persone a lavorare meglio. Offriamo software, cloud, outsourcing e consulenza dedicati al mondo HR, per amministrare e gestire il personale e migliorare ogni tipo di organizzazione. Abbiamo oltre 3mila clienti attivi in tutta Italia tra aziende, pubblica amministrazione, studi professionali, consulenti del lavoro e associazioni di categoria. Contiamo inoltre 18mila procedure software utilizzate, 207mila i cedolini elaborati in outsourcing e oltre 2,4 milioni di stipendi (stimati) elaborati ogni mese con procedure Inaz. Inoltre, con il nostro Centro studi, forniamo aggiornamento e formazione a imprese e professionisti sui temi del lavoro, del fisco e della previdenza.
Quali sono le principali problematiche che le vostre aziende clienti devono risolvere in ambito HR?
Le supportiamo nell’affrontare problematiche numerose ed eterogenee, che riguardano per esempio lo snellimento dei processi, la gestione corretta dei dati, ma anche la capacità di analizzare e prevedere scenari, l’attrazione e gestione dei talenti e il coinvolgimento e la soddisfazione delle persone. C’è una grandissima sfida “trasversale”, che si ricollega a tutti questi temi: la digitalizzazione. Le imprese, anche e soprattutto quelle medie e piccole, hanno bisogno di aumentare la propria competitività, e per loro la digitalizzazione non è più una scelta, ma una necessità. Perciò richiedono strumenti per digitalizzare processi e servizi in modo da ottenere risparmio di tempo e di costi, in un settore che è in continua evoluzione e dove la tecnologia gioca un ruolo fondamentale.

Photo: Freepik / rawpixel.com
Quale ruolo gioca l’intelligenza artificiale nella gestione delle piattaforme?
L’intelligenza artificiale (AI) ha in sé le potenzialità per rivoluzionare le nostre vite, il mondo del lavoro e anche la gestione del personale in azienda. Non va osteggiata né temuta, ma cavalcata, mantenendo sempre, però, la centralità della persona. L’AI deve essere utilizzata come strumento per liberare il tempo delle persone, che potranno affrancarsi da compiti ripetitivi e a scarso valore aggiunto per concentrarsi su ciò che conta di più e che fa davvero crescere le organizzazioni. L’AI può migliorare il lavoro perché riduce gli errori e i tempi, di verifica e di processo. In particolare, per quanto riguarda il settore HR, l’intelligenza artificiale generativa consentirà di fare previsioni migliori e, quindi, di gestire meglio le risorse.
In che modo la tecnologia può aiutare le aziende a gestire le varie attività in ambito HR?
Come accennato, la tecnologia è un fattore abilitante entrato ormai in quasi tutte le attività che si svolgono in ambito HR, comprese le strategie legate a talent acquisition, retention, talent management e benessere organizzativo. Screening dei curricula, valutazione delle performance, formulazione di politiche retributive, implementazione di sistemi di welfare aziendale sono tutte attività enormemente agevolate dalla tecnologia (e sempre di più anche dall’AI), che permette agli HR specialist non solo di ottenere e analizzare in profondità dati preziosissimi, ma anche di risparmiare tempo e automatizzare alcune fasi del lavoro, liberando così tempo ed energia per dedicarsi proprio al lato umano. Questo vale anche in fase di talent attraction, retention e management. Sappiamo bene come le persone appartenenti alle nuove generazioni (ma in realtà, oggi come oggi, questo è vero per tutte le generazioni) si aspettano di entrare a far parte di aziende agili, smart, paperless, che sappiano cogliere il meglio della tecnologia per agevolare il lavoro di tutti. In fase di recruitment, quindi, poter offrire (e saper comunicare) un ambiente di lavoro in cui la tecnologia è al servizio del fattore umano, perché facilita la collaborazione e il benessere delle persone, è un elemento che fa sempre di più la differenza.
