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Tech Jobs Fair, le professioni del digitale in vetrina a Pisa

di Annarita Cacciamani
cover PISA - di eniko_lorinczi
Smart working, donne e professioni STEM tra i temi al centro del dibattito

Il mercato del lavoro è in continua evoluzione. Cambia la società, cambiano le professioni e cambiano le modalità in cui si cerca lavoro. Tra le figure professionali più ricercate oggi ci sono tutte quelle specializzate in ambito STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) in cui rientrano anche il tech e il digitale. La richiesta di professionisti STEM è molto alta, al punto che i giovani laureati possono scegliere tra più posti di lavoro. Quindi, non è più il candidato a “mettersi in mostra”, ma l’azienda.

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Photo: Eniko Lorinczi

Per far incontrare domanda e offerta è nata da alcuni anni Tech Jobs Fair, format itinerante giunto alla quinta edizione che si propone di fare da ponte tra le aziende in cerca di personale e programmatori, sistemisti, ingegneri, tecnici specializzati e matematici che possono presentarsi al grande pubblico ed effettuare colloqui informali ai desk delle imprese.

Dopo le tappe di Bari e Bologna, a fine 2023 l’evento è ritornato a Pisa, nella città dove è nato. «Tech Jobs Fair è sostanzialmente un evento di employer branding del settore tech dove le aziende che assumono incontrano neolaureati che cercano lavoro o professionisti in cerca di nuove opportunità», ha spiegato l’organizzatore Rodolfo Duè. «È stata una giornata di networking e formazione con dei talk su tematiche legate alla tecnologia».

Un cambiamento strutturale dopo il 2020

In questa edizione di Tech Jobs Fair, la prima a pieno regime dopo la pandemia, c’è stato un elemento di novità dirompente: lo smart working. «Durante il lockdown tante persone hanno sperimentato il lavoro da remoto. Oggi tanti sviluppatori italiani, potendo lavorare con questa modalità, scelgono di lavorare per aziende straniere perché a parità di condizioni lo stipendio è più alto», ha sottolineato Duè. Emerge, quindi, il problema degli stipendi in Italia che è strutturale. «In attesa di un intervento importante le aziende potrebbero cercare di ottimizzare altri costi, per avere più risorse per gli stipendi e cercare di rendere più attrattivo il lavoro in presenza».

Altro tema di discussione ha riguardato le donne e le professioni STEM: nonostante la grande richiesta di figure professionali di questo tipo, le iscrizioni delle studentesse nelle facoltà scientifiche sono in calo. A fare alcune considerazioni a riguardo è Antonella Del Torto, Chief People Officer di Intarget, società di consulenza in ambito customer journey. «Intarget si pone controcorrente rispetto a tante altre aziende: il 62% delle nostre persone laureate STEM è donna. Il candidato STEM oggi è molto ricercato dalle aziende, e spesso nella condizione di poter scegliere tra tante offerte di lavoro. Deve essere quindi l’azienda maggiormente attrattiva, deve creare punti di contatto con i potenziali collaboratori, facendo in modo che comprendano e condividano anche i valori aziendali, oltre che i ruoli e percorsi professionali», ha spiegato Del Torto.

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Photo: Eniko Lorinczi

«Penso che in Italia ci sia da lavorare su due temi collegati: uno legato a uno stereotipo che confina talune professioni principalmente alla formazione maschile, allontanando fin dai primi anni di scuola le ragazze da certe materie. L’altro più generale di fornire dei ‘role model’ per mostrare che certe carriere per le donne sono possibili, nonostante il fatto che molto spesso al mondo femminile siano delegati i principali carichi di cura».

 

Annarita Cacciamani

 

Cover Photo: Eniko Lorinczi

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