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100% Smart working, il via alla sperimentazione di Tim

di Redazione
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Lavoro in ufficio, ibrido o da remoto? La società di telecomunicazioni Tim – che sviluppa infrastrutture e offre servizi digitali – ha scelto lo Smart working a tempo pieno. Dal primo settembre, infatti, un primo campione di mille persone lavora al 100% a distanza (o quasi); la presenza è prevista soltanto per due volte al mese, ogni due settimane, per agevolare i momenti di confronto e condivisione fra i membri dei team.

L’iniziativa – ancora in fase sperimentale – coinvolge il personale del servizio clienti di Tim Enterprise, la business unit che lavora con i grandi clienti e la Pubblica amministrazione, diretta dal Chief Enterprise and Innovative Solutions Officer Elio Schiavo. L’esito del progetto pilota sarà misurato attraverso una serie di KPI (indicatori di prestazione), dalla produttività all’impatto sull’efficienza energetica e sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

In base ai risultati, l’azienda deciderà se estendere il modello organizzativo sul lungo periodo o se tornare alla situazione precedente. Infatti, già prima di promuovere questa sperimentazione, le persone che lavorano di Tim avevano la possibilità di lavorare in Smart working fino a tre giorni a settimana. Evidentemente, il modello ibrido stava funzionando.

Promuovere il work-life balance e migliorare la soddisfazione

Lo scopo della compagnia è quello di ottimizzare ancora di più le modalità di lavoro agile. A confermarlo in un’intervista al Corriere della Sera è Paolo Chiriotti, Chief Human Resources and Organization Officer di Tim: «L’obiettivo è di verificare quanto la conciliazione vita-lavoro impatti sull’impegno aziendale e quanto questi equilibri possano essere confermati nel lungo periodo, alla ricerca di un modello di lavoro ibrido che consenta di ottenere i risultati più soddisfacenti per l’azienda e per i colleghi».

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Photo: Unsplash / NordWood Themes

Per la verità, come riportato dal quotidiano, già ad agosto l’azienda aveva consentito alle persone di lavorare a distanza cinque giorni su cinque durante le settimane centrali del mese. Lo spiega Chiriotti: «Vogliamo individuare una serie di azioni che consentano ragionevolmente di favorire la conciliazione vita-lavoro delle nostre persone e al contempo diano all’azienda risultati in linea con il percorso di quest’ultimo periodo. Questo, a nostro avviso, porterà ulteriori vantaggi sia sull’equilibrio vita-lavoro che sul fronte della sostenibilità, grazie a minori spostamenti e consumi energetici».

 

Photo cover: iStock / Arsenii Palivoda

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