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Unioncamere e Anpal: «Il 48% delle aziende non trova personale qualificato»

di Redazione
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Mancanza di candidati e competenze inadeguate. Dai dati di settembre, cresce il divario tra domanda e offerta. E un posto su cinque va ai lavoratori stranieri.

 

Con il 48% delle posizioni rimaste vacanti a settembre, cresce in modo significativo il divario tra domanda e offerta di lavoro. Il ricorso sempre maggiore alla manodopera straniera indica una situazione urgente che richiede una strategia di gestione delle risorse umane più efficace e un impegno a lungo termine nell’educazione e nella formazione dei giovani lavoratori.

Nel contesto attuale, dove la carenza di personale è diventata una sfida sempre più rilevante per le aziende, nuovi dati pubblicati da Unioncamere e Anpal rivelano che su 531mila assunzioni programmate per il mese in corso, più di 252mila sono considerate “difficili” dalle stesse imprese, rappresentando un notevole aumento rispetto al periodo pre-pandemico, quando il divario tra domanda e offerta di lavoro era del 20%. Questa situazione critica è particolarmente evidente tra i giovani e gli operai specializzati, con il 51% dei giovani e il 64% degli operai specializzati difficili da reperire.

L’escalation del mismatch tra domanda e offerta di lavoro si riflette in un aumento delle assunzioni previste, ma le aziende faticano sempre di più a trovare i profili professionali desiderati. Prima della pandemia, la difficoltà nell’assunzione di personale oscillava intorno al 20%, ma questa percentuale si è più che raddoppiata in meno di cinque anni. Inoltre, l’ingresso di manodopera straniera è in costante aumento, rappresentando ormai il 35% delle entrate programmate.

Settori come i servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone, il trasporto, la logistica, l’industria metallurgica, l’alloggio, la ristorazione, il turismo e l’industria alimentare sono tra quelli che dipendono maggiormente dai lavoratori stranieri per colmare le loro esigenze di personale. La principale causa di questo mismatch è la “mancanza di candidati“, che rappresenta il 31,7% del problema, seguita da una “preparazione inadeguata” al 12%.

Photo: Unsplash / Louis Hansel

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Un segnale preoccupante, specialmente considerando la diminuzione del numero di studenti e il fatto che la metà di loro esce dalla scuola con competenze inadeguate. Una sfida che mette in luce la necessità di investire nell’istruzione e nella formazione per preparare i giovani alle richieste del mercato del lavoro in continua evoluzione. In quest’ottica le aziende potrebbero essere incoraggiate a riconsiderare le politiche di retribuzione per attrarre e trattenere i talenti necessari per la loro crescita e successo.

Nonostante questo scenario, il mercato del lavoro mantiene una certa stabilità, con previsioni di 1,4 milioni di nuove assunzioni nel trimestre settembre-novembre, in aumento del 1,9% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, ci sono segnali preoccupanti, come il calo delle assunzioni nelle piccole aziende con meno di 10 dipendenti a settembre, mentre le aziende di maggiori dimensioni continuano a registrare crescita.

Photo cover: iStock / ilkercelik

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