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Marika Malizia (Up Day): «Il benessere dei dipendenti è parte della nostra mission»

di Annarita Cacciamani
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La responsabile dell’area People Care: «Per trattenere i talenti fondamentale creare senso di appartenenza e condivisione dei valori»

Up Day è una società che opera nel mercato dei servizi alle imprese e alla persona. Un business quindi che si fonde coi valori, e che ha portato l’azienda a divenire società benefit e a ottenere la certificazione per la parità di genere. Anche la struttura interna di Up Day rispecchia questa filosofia con la costituzione dell’area People Care, dedicata alla gestione del personale a 360°. A coordinare questo settore è Marika Malizia.

Marika, ci può spiegare in poche righe di cosa si occupa Up Day?

Up Day si occupa di soluzioni su misura per incentivare e motivare i dipendenti, aumentare il benessere e diminuire i costi aziendali. Quindi buoni pasto o incentivi – come i buoni acquisto o i buoni carburante – e welfare aziendale. Abbiamo una piattaforma dedicata alla quale i dipendenti delle aziende clienti possono accedere e usufruire di tantissimi servizi. Il benessere è parte del nostro business e del nostro DNA. Da gennaio 2023 siamo diventati società benefit. È un passaggio che cristallizza quello che siamo, cioè un’azienda dove l’aspetto umano è importante e dove i valori sono parte integrante della nostra attività.

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Quali sono stati i passi chiave nel suo percorso formativo e professionale che l’hanno portata a ricoprire il ruolo di responsabile dell’area People Care?

Ho una formazione giuslavoristica, che mi ha permesso di avere solide basi per ricoprire questo ruolo. Sono laureata in Giurisprudenza e ho conseguito un dottorato di ricerca in Diritto del lavoro e delle relazioni industriali. Ho esercitato la professione di avvocato in ambito giuslavoristico e sono stata docente a contratto di Diritto del lavoro all’Università di Bologna. Ho approfondito i temi legati alla non discriminazione e alle pari opportunità ricoprendo per due anni l’incarico di consulente legale della Consigliera di parità della Città metropolitana di Bologna. All’inizio del 2020 ho iniziato a lavorare per Up Day e da novembre 2022 sono responsabile dell’area People Care, in cui ci occupiamo di tutto ciò che riguarda la gestione del personale, ponendo particolare attenzione agli aspetti relativi all’engagement e alla valorizzazione delle risorse, sempre in un’ottica di conciliazione vita-lavoro

Up Day è la prima azienda del settore ad avere ottenuto la certificazione per la parità di genere. Come siete arrivati a ottenerla?

Abbiamo iniziato questo percorso nell’estate 2022, prendendo contatti con l’ente certificatore e con una consulente specializzata in materia. Per ottenere la certificazione per la parità di genere è necessario rispettare gli indicatori di performance (KPI) delineati nella prassi di riferimento Uni/PdR 125:2022, suddivisi in sei aree: cultura e strategia, governance, processi nell’ambito HR, opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda, equità remunerativa per genere; tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro. La prima attività è consistita nell’effettuare un’analisi del nostro livello di conformità ai requisiti richiesti dalla prassi e una mappatura delle iniziative. Ci siamo accorti che rispettavamo già tanti dei parametri che la certificazione richiedeva. Sotto molti aspetti si è trattato di dare una veste formale a ciò che già facevamo. Questo anche grazie ai numerosi servizi dedicati alla conciliazione vita-lavoro e alla genitorialità presenti all’interno del nostro portale. Abbiamo vissuto la certificazione come occasione di miglioramento e aggiornamento dei processi in ambito HR e stimolo per l’individuazione di ulteriori iniziative che hanno coinvolto in maniera attiva i dipendenti. Abbiamo ottenuto la certificazione a marzo 2023, ma il percorso è in continua evoluzione e lo portiamo avanti insieme a quello relativo alla Società Benefit.

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Ci può raccontare alcune delle iniziative che avete avviato per l’inclusione?

La più recente è un corso di autodifesa teorico e pratico dedicato a tutti i dipendenti, donne e uomini, su base volontaria, basato sul metodo Krav Maga, che ha l’obiettivo di fornire concreti strumenti e tecniche per prevenire, riconoscere e contrastare situazioni di pericolo, di discriminazione, difficoltà o disagio. Sul nostro portale ci sono poi tanti servizi per neomamme e neopapà; abbiamo inoltre previsto un contributo per l’asilo nido. Facciamo formazione sulle soft skill e iniziative con associazioni di volontariato del territorio nelle quali coinvolgiamo i nostri dipendenti. Abbiamo una biblioteca tematica su parità di genere e diversity e una palestra interna con la possibilità di partecipare a corsi o svolgere attività individuale. Infine, in un’ottica di coinvolgimento e partecipazione, abbiamo dato la possibilità a due colleghi, votati dall’insieme dei lavoratori, di assistere come uditori ai Consigli di Amministrazione (CdA) di Up Day.

Come affrontate la gestione dei talenti in azienda? Cosa serve oggi per attrarre i talenti ed evitare che se ne vadano presto?

È importante che ci sia una chiara definizione dei ruoli e delle competenze. Partendo da questi punti fermi, è necessario definire percorsi di carriera, saper ascoltare e gestire le aspettative individuali. In ciò, i Responsabili ricoprono un ruolo strategico e devono essere supportati, anche tramite percorsi di formazione ad hoc, nella gestione e nel coinvolgimento del team. È importante che ci sia condivisione dei valori aziendali e che si crei senso di appartenenza. Per evitare che le persone se ne vadano serve partecipazione e saper valorizzare le competenze individuali e collettive, oltre a garantire flessibilità, possibilità di smart working, servizi e iniziative di welfare. 

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Come si gestiscono al meglio, secondo lei, i percorsi di formazione e di carriera dei dipendenti?

Innanzitutto è importante che la formazione non venga concepita come un “adempimento”, ma come occasione importante di confronto e di crescita personale e professionale. Per farlo bisogna scegliere percorsi formativi adatti ed efficaci. È inoltre necessario essere trasparenti sulle prospettive di carriera e fornire un feedback continuo per coinvolgere i dipendenti e renderli parte attiva del processo di definizione degli obiettivi e valutazione delle performance.

 

Annarita Cacciamani

Photo cover: iStock / Oleksii Didok

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